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«Appalto per la differenziata: sette anni sono un laccio alla gola in termini di bilancio e di servizi»

«Appalto per la differenziata: sette anni sono un laccio alla gola in termini di bilancio e di servizi»

Pierluigi D’Emilio invita l’amministrazione comunale di Santa Marinella a rivedere i termini del bando

SANTA MARINELLA – Si avvicina la data del nuovo bando per la raccolta differenziata, ed iniziano i ‘‘rumors’’ in città per conoscere quali sono le intenzioni dell’amministrazione comunale sui paletti da inserire per ottenere un servizio all’altezza della situazione. Dopo l’intervento dei rappresentanti di Fratelli d’Italia, oggi ad intervenire è il blogger Pierluigi D’Emilio, che sul suo sito Pirgy.it, dichiara tutto il suo scetticismo su quello che la giunta Bacheca vuole fare con la gara d’appalto. «Quando criticammo le modalità attuative di questo servizio – dice D’Emilio – ci fu risposto che il piano era stato redatto da super esperti e che avremmo fatto meglio a stare zitti. Infatti, si è visto subito che avevamo ragione, la città è invasa da discariche a cielo aperto. Il danno, sia in termini di immagine turistica, sia in termini di eco sostenibilità, è stato enorme. Talmente ampio da creare imbarazzo anche nei rapporti con i Comuni limitrofi. Documentammo tutto con foto e segnalazioni, ma l’amministrazione, incurante delle numerose lamentele, è andata avanti per la sua strada. Ora però deve essere fatta un’altra gara e si vocifera che la base sia quella di una gestione di sette anni. Se questa voce fosse avvalorata da fatti, ci sarebbe da avere veramente paura. Sette anni per circa 25 milioni di euro o giù di li. Ma si può veramente pensare di affidare per sette anni un settore così delicato e fortemente soggetto all’innovazione per un tempo così lungo? Con quali garanzie? Ma sopratutto perchè non si procede ad una review del capitolato e delle modalità operative?» «Insieme al consigliere del Pd Andre Bianchi – conclude D’Emilio – abbiamo messo sul tavolo un paio di proposte. Come prima cosa tagliare questa idea dei sette anni che impegnerebbe l’amministrazione a districarsi con un laccio alla gola sia in termini di bilancio che in termini di servizi ai cittadini. Noi proponiamo tre anni più due. Cioè, dopo i primi tre anni, se i livelli di servizio sono stati adeguati e rispettati, allora si potrà procedere ad una proroga di due anni. Ma sopratutto che la scelta della centrale di committenza cada su personaggi esterni, che diano garanzie di professionalità e competenza».

Gi.Ba.

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