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Primo consiglio dell'Agraria: centrosinistra in alto mare e opposizione compatta

Primo consiglio dell'Agraria: centrosinistra in alto mare e opposizione compatta

Nulla di fatto per la nomina del presidente del consiglio. Spaccatura in maggioranza anche per la formazione della Giunta. Dalla minoranza, Catini & Co.: «Contrari alla proclamazione degli eletti perché riteniamo illegittimo l’insediamento di questa assise»

TARQUINIA – Primo consiglio di amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia, ieri, dopo la recente tornata elettorale che ha sancito la vittoria del centrosinistra di Alberto Balsi. Un centrosinistra che però sembra non riuscire a trovare la quadratura del cerchio sulla nuova squadra di governo, a causa delle diatribe interne alla coalizione, emerse già in campagna elettorale. Rinviata così ogni decisione sugli incarichi, compresoquello del presidente del consiglio.

Subito puntuale la presa  di posizione dell’opposizione guidata da Manuel Catini, uscito sconfitto dalla competizione elettorale per una manciata di voti, e dopo i tanti interrogativi sulla legittimità di due delle quattro liste presentate dal centrosinistra, oltre che sulla spartizione dei seggi.

«Dal primo consiglio – commentano i consiglieri di minoranza Manuel Catini, Alessandro Guiducci, Alberto  Tosoni, Roberto Fanucci, Silvio Torresi e Andrea Serafini – si evince un fatto molto importante: questa amministrazione non è affatto unita, come dimostrato dalla mancata elezione del presidente del consiglio, rimandata a causa del mancato accordo tra le parti della maggioranza che ha deciso di votare scheda bianca, mentre dai banchi della minoranza abbiamo dimostrato compattezza e serietà votando Roberto Fanucci».

«Lo dicevamo in campagna elettorale – dicono Catini & Co. – e continuiamo a dirlo oggi: l’unico motivo che tiene insieme queste persone è la sete di potere e la spartizione delle poltrone, necessarie per mantenere i loro equilibri interni non soltanto all’Agraria ma anche in Comune. Inoltre la seconda convocazione del consiglio è stata rimandata alla prossima settimana, mentre avrebbe dovuto svolgersi all’indomani della prima, segno che la chiusura del cerchio e la pacificazione interna sono ancora lontane. Nel frattempo nessuna programmazione concreta, soltanto la lettura di un programma elettorale vago che non entra in merito alla soluzione delle problematiche dell’Ente, nessuna squadra di lavoro, anch’essa rimandata a causa del mancato accordo sul presidente del consiglio e sulla Giunta esecutiva».

«Da parte nostra abbiamo deciso di votare con parere contrario alla proclamazione degli eletti – annunciano Catini & Co. –  primo punto dell’ordine del giorno, perché riteniamo illegittimo l’insediamento di questa assise a causa delle irregolarità che abbiamo riscontrato, a partire dalla presentazione delle candidature lo scorso 22 settembre, quando due liste in sostegno di Blasi hanno presentato fogli in bianco ed avrebbero dovuto essere rigettate dalla stessa Università Agraria, fino all’assegnazione di 10 seggi alla maggioranza contro i 9 previsti dallo Statuto dell’Ente».

«Ci troviamo quindi costretti a proseguire il percorso intrapreso con la strada del ricorso – spiegano i consiglieri – per tutelare non i nostri interessi, ma quelli della collettività, in nome di una legalità sulla quale il presidente Blasi vorrebbe darci lezioni, lezioni che non accettiamo dopo che ha dimostrato di infischiarsene nel momento in cui non ha preso posizione sul numero dei consiglieri da assegnare alle due parti, ricusando quello stesso Statuto al quale lui stesso ha contribuito. Vogliamo inoltre cogliere l’occasione per ringraziare tutti i cittadini che ci hanno sostenuto con il proprio voto e garantire sia a loro sia a chi ha fatto una scelta diversa che vigileremo sull’operato dell’amministrazione nel pieno rispetto delle regole e della trasparenza». (a.r.)

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