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«Denitrificatore, con il passaggio dell’acquedotto dal Consorzio al Comune i cittadini avrebbero pagato di più»

«Denitrificatore, con il passaggio dell’acquedotto dal Consorzio al Comune i cittadini avrebbero pagato di più»

MARINA DI SAN NICOLA. Il delegato del Comune di Ladispoli Giovanni Bellofiore interviene per fare chiarezza dopo le polemiche delle scorse settimane. «La copertura dell’impianto, che si continua a rinviare, è necessaria». «I residenti inoltre godono di autonomia che li tutela e li mette al riparo dalle pesanti speculazioni che si stanno ad oggi compiendo nell’ambito del servizio di fornitura idrica»

LADISPOLI – Il delegato del Comune di Ladispoli, Giovanni Bellofiore, interviene in merito alla questione di Marina di San Nicola. «La realtà sociale del Consorzio di Marina di San Nicola – afferma il delegato – è da oltre un anno ostaggio di sterili polemiche alimentate, come si vedrà più avanti, sulla base di informazioni imprecise e speculazioni non supportate dai dati e dalle cifre. Da troppo tempo le urla di pochi stanno emergendo sulle spalle di una molto più ampia e soddisfatta maggioranza silenziosa, che invece crede nella formula di gestione consortile e auspica un suo continuo rinnovamento e crescita».

«Infatti – aggiunge Belofiore – chi conosce le realtà consortili, sa bene quanto siano delicati gli equilibri che consentono loro di funzionare ed esistere a lungo in modo virtuoso: come in una piccola democrazia i consorziati sono sempre chiamati a far valere le proprie ragioni in modo civile e nelle sedi opportune, ad ottimizzare i costi in funzione di progetti che hanno sempre come fine ultimo il bene dell’intera comunità, e come è ovvio, risulta indispensabile in questi casi delegare democraticamente il proprio diritto di rappresentanza a persone elette che svolgano il proprio ruolo in totale trasparenza ed in modo efficiente. Il voto per scegliere i propri delegati all’amministrazione consortile rappresenta l’unica vera forma di conferma riguardo alla qualità dell’operato o alla validazione delle proprie proposte».

«L’esito dell’ultima assemblea dei consorziati – commenta il delegato comunale – che ha confermato l’attività finora svolta rieleggendo l’attuale consiglio direttivo con una amplissima maggioranza di voti, rappresenta l’assoluto favore con il quale la maggior parte dei soci guarda agli obiettivi ed alle finalità finora posti e raggiunti. Spiace che coloro che si fanno portatori di una visione differente non abbiano colto l’occasione dell’assemblea consortile per esprimere una propria rappresentanza che desse legittimamente voce alle proprie idee. Oggi però, in una realtà dai delicati equilibri come quella sopra descritta, risulta facile che si possa sfruttare tale spazio di dialogo, ascolto e deliberazione comune, per alimentare polemiche che rischiano di danneggiare la convivenza consortile finendo con l’appannare l’immagine di questa nostra comunità agli occhi di chi da fuori è chiamato ad amministrare il territorio nella sua interezza. In questi casi l’unico modo per rendere un servizio alla propria comunità, in ossequio a quel sano principio del “conoscere per deliberare”, è fornire in totale trasparenza il quadro completo dei progetti e degli obiettivi; rispondendo così punto per punto ad ogni polemica».

«Madre di tutte le polemiche – entra nel merito Bellofiore – risulta essere quella del denitrificatore del quale si scrive più volte esser costato “circa” 400mila euro, ed insinuando costantemente il dubbio relativo ai suoi costi di manutenzione e confondendo tali costi con quelli di gestione. La realtà è invece priva di “circa” in quanto, come da bilancio del consorzio, il denitrificatore è costato 332.030,14 euro, il che equivale ad un esborso per ciascuno dei 2.974 consorziati pari ad euro 111,64 centesimi una tantum. Inoltre nel costo di acquisto dell’impianto è compresa, per un congruo numero di anni, la sua manutenzione a costo zero per il Consorzio ed a totale carico dell’azienda fornitrice. Un aspetto questo del quale tenere conto e non poco, visto che recentemente la seconda ragione di polemica è stata relativa proprio alla costruzione di un piccolo fabbricato che coprirebbe l’impianto stesso del denitrificatore. Infatti, la manutenzione resterà a carico dell’azienda soltanto a condizione che siano prese tutte le più elementari misure di protezione dell’impianto stesso. Ne consegue che ritardare ulteriormente la costruzione di tale fabbricato o inseguire inefficaci soluzioni mediane, espone solo i consorziati al rischio di vedersi lievitare, stavolta seriamente, i costi di manutenzione e nuove ordinanze di non potabilità dell’acqua avutesi proprio per i frequenti malfunzionamenti dell’impianto esposto alle intemperie. Questo ovviamente vale anche al momento della consegna dell’acquedotto, momento in cui l’amministrazione chiederà l’impianto totalmente funzionante».

«Sempre per cavarci fuori dall’universo dei “circa” – spiega il comunale –  va detto che se pure si fosse attuato il passaggio immediato e diretto dal Consorzio al Comune per quanto riguarda la fornitura idrica, (ragioniamo per semplicità con il costo medio a metro cubo per il cittadino) i cittadini di Marina di San Nicola si sarebbero ritrovati a pagare un costo complessivo della fornitura d’acqua maggiorato del 43% rispetto all’attuale costo del Consorzio. Infatti l’attuale costo omnicomprensivo (compreso anche il sale) medio di un metro cubo d’acqua con la gestione del Consorzio è pari a 0,79 centesimi di euro, mentre il costo medio di un metro cubo d’acqua con la gestione di Flavia Acque è pari a 1,13 euro. È quindi matematicamente dimostrato che in due anni passando a Flavia Acque i consorziati nel loro complesso pagherebbero in un solo biennio ben 343.400 euro in più rispetto al loro attuale esborso per le forniture idriche. Detto in altre parole, ove magicamente fosse avvenuta la cessione immediata dell’acquedotto dal Consorzio all’amministrazione comunale i cittadini non avrebbero pagato in un biennio i 332.030,14 euro del denitrificatore, bensì i 343.400 in più della differenza di tariffa, lasciando aperto il problema dei nitrati e continuando a pagare ogni ulteriore anno la differenza tariffaria di 171.700».

«Il perdersi in sterili polemiche invece – incalza Bellofiore –  ha fatto sì che si perdesse di vista già quest’estate l’importanza di tutelare la funzionalità dell’impianto di denitrificazione; infatti i malfunzionamenti dell’impianto erano dovuti all’assenza di una copertura idonea a riparare il macchinario dalla salsedine e dal ph acido delle piogge. Pertanto l’ordinanza del Sindaco emessa quest’estate è stata un atto dovuto, limitata al solo uso alimentare (non vietava l’uso dell’acqua per lavarsi, come affermato impropriamente da alcuni) ed evitabile se a tempo debito si fosse fatta la copertura dell’impianto che tutt’oggi si cerca ancora di rinviare, fin anche ostacolare, sin dalla sua originaria richiesta protocollata in Comune  il 7 ottobre 2014».

Si è a lungo discusso, inoltre, di un eventuale allaccio dell’acquedotto consortile all’acquedotto di Ladispoli. In merito Bellofiore afferma: «Dalla relazione presentata dalla Flavia Acque durante la Commissione congiunta Bilancio, Lavori Pubblici e Urbanistica del Comune emerge come il nostro territorio e quello dei comuni adiacenti sia in forte crescita demografica e come ciò esporrà nei prossimi anni il nostro territorio ad una vera e propria emergenza idrica se non verranno salvaguardate e valorizzate tutte le fonti disponibili, quindi anche quella di San Nicola. Custodire e valorizzare i pozzi presenti a Marina di San Nicola sono dunque un imperativo civico e, mi si permetta, anche etico. Un eventuale allaccio all’acquedotto comunale, inoltre, costerebbe quasi due milioni di euro e non garantirebbe ai consorziati la fornitura di un’acqua “d’alta montagna”, bensì di un’acqua simile a quella che oggi viene distribuita a San Nicola. L’acqua di Ladispoli mantiene valori nella norma, poiché miscela varie fonti di approvvigionamento: l’acqua, infatti, è per il 40% proveniente da una falda contigua a quella di Marina di San Nicola, per il 20% da Bracciano (dove sono presenti alti valori di arsenico) e per il restante 40% dall’acquedotto romano gestito da Ato2 che impone costi altissimi per l’acquisto dell’acqua da parte dei Comuni che non vi aderiscono. Mi sento dunque di ricordare che quello che io definisco “il dono della libertà” di cui godono i consorziati di Marina di San Nicola, è ancor più, oggi, un grande tesoro di autonomia che li tutela e li mette al riparo dalle pesanti speculazioni che si stanno ad oggi compiendo nell’ambito del servizio di fornitura idrica. Uno scontro che vede protagonisti da una parte le amministrazioni locali che puntano alla tutela dei cittadini, e dall’alto i colossi delle partecipate pubbliche come Ato2. Chi vive nei comuni limitrofi sa bene quali incrementi di costo siano stati imposti da questa “partecipata” e non parliamo dei disservizi».

«Colgo l’occasione – conclude il delegato – per ricordare a tutti i cittadini di San Nicola che sono sempre disponibile a ricevere i cittadini del comprensorio: su appuntamento ogni mercoledì e sabato mattina presso la sede consortile, richiedendo un incontro all’indirizzo mail [email protected] o inviando un sms al numero +39 3480898191. Una discussione è proficua quando animata da più voci, quando non alimentata da polemiche ed inimicizie, quando supportata da dati concreti, verificati e reali ed ovviamente quando ha come obiettivo ultimo il benessere della nostra comunità. Ne consegue che, a mio avviso, chiunque, singolo o associazione/comitato, desideri presentare una proposta da portare all’attenzione dell’amministrazione comunale si impegni a raccogliere preventivamente un sostanzioso numero di firme documentate, così da dimostrare la rilevanza e l’interesse che per la comunità rivestono alcuni temi o progetti. Marina di San Nicola è soprannominata “perla del Tirreno” proprio grazie alla gestione diretta dei cittadini e sono certo che continuando sulla strada virtuosa della gestione sussidiaria del bene comune potremo non solo rendere sempre più bello il nostro territorio, ma “fare scuola” mostrando come una comunità coesa possa costruire una realtà abitativa con standard impensabili altrove. Chi ha scelto Marina di San Nicola l’ha scelta anche e soprattutto per questo motivo: è nostro dovere come amministratori, cittadini, e consorziati tutelarla».

 

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