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Mafia Capitale l'udienza: il Comune parte civile

ROMA-Il Comune di Roma, la Regione Lazio e ministero degli Interni sono state ammesse come parti civili nel processo a Mafia Capitale. Una decisione arrivata dopo una udienza fiume, la seconda, durata oltre 12 ore nell’aula bunker di Rebibbia e incentrata sul nodo di chi aveva chiesto di comparire come parte lesa nel procedimento. In aula non sono mancati momenti di tensione quando i legali che avevano presentato istanza di parte civile hanno chiesto di replicare ma il presidente della X sezione Rosanna Ianniello ha spiegato che non ne avevano il diritto. Bagarre e venti minuti di urla anche da parte anche degli avvocati di M5S dopo di che il giudice si è ritirato in camera di consiglio. Nella prima udienza erano state oltre cinquanta le istanze depositate ai giudici della X sezione penale. Un vero e proprio esercito di soggetti, tra associazioni, partiti politici ed enti locali, che hanno chiesto di poter figurare in giudizio come parti lese. E come nella prima udienza, anche nel secondo atto del maxiprocesso a Mafia Capitale è sempre la difesa di Massimo Carminati a tenere banco e lanciare stoccate anche alla Procura in quello che si annuncia come un vero e proprio duello che durerà mesi.  I legali che avevano presentato istanza di parte civile: «Questo processo non deve diventare un baraccone e il Pd guardi in casa propria per capire chi l’ha danneggiato», ha affermato in aula l’avvocato Ippolita Naso.

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