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Campo di Mare: la svolta passa per due strade

Campo di Mare: la svolta passa per due strade

Il consiglio comunale ha approvato la delibera presentata dal sindaco Alessio Pascucci per risolvere l’annosa vicenda Ostilia. Una per il recupero urbanistico e l’altra, edilizia, per sanare i singoli immobili

di DANILA TOZZI

CERVETERI- Un successo. Il consiglio comunale su Campo di Mare che si è svolto lunedì pomeriggio al Granarone si è risolto secondo le attese della vigilia con l’approvazione finale della delibera da parte della maggioranza, con due voti contrari e due astenuti nell’opposizione. Ma per la prima volta, soprattutto, è andata in scena una storia lunga, tormentata e infinita di quarant’anni.

Pubblico folto, molto attento alla descrizione dell’atto in cui il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci ha spiegato in maniera lucida, precisa, comprensibile a tutti, aiutato dalle slide come e perché si sia arrivati a questo punto, partendo dalle origini. “Il comprensorio marino si forma nel lontano 1961 quando il consiglio comunale di allora adotta il Piano di lottizzazione “Campo di Mare” di ben 170 ettari.

Dopo appena due anni il Consiglio superiore LLLPP definisce non accettabili le proposte per quest’area; nel 1964 il Consiglio comunale adotta il Prg che prevede la sua lottizzazione. Utilizzando le licenze edilizie rilasciate fra il 1967 e 1968 vengono edificate alcune zone. In quest’anno 1968 la società Ostilia subentra ad altre società e nel 1970 le vengono rilasciate le licenze edificatorie ma sempre il Consiglio dei lavori pubblici ritiene le lottizzazioni in quella frazione troppo invasive, dividendole in zona rurale(R)e zona balneare(B). Sempre in quell’anno 1970 la società Ostilia chiede al Comune di verificare la conformità delle opere realizzate e il comune l’anno successivo procede con la verifica di alcune opere già realizzate. Però il Comune non procede a prendere in carico il territorio.

Siamo nel 1971. Il comune di Cerveteri rilascia a Ostilia 82 licenze edilizie di cui viene dato inizio lavori nei termini di legge. Ma nel 1972 il Sindaco di allora, su indicazione della Regione Lazio, revoca le 82 licenze. L’Ostilia chiede la sospensiva al Consiglio di Stato che gliela concede solo per 55 licenze. Nel frattempo Ladispoli si stacca da Cerveteri e nel 1976 quest’ultima ripropone alla Regione Lazio il Prg e nel 1979 dà parere favorevole facendo modifiche però su Campo di Mare: “congelata consistenza edilizia in complessivi 677.000 mc di cui si ammette il recupero previa convenzione urbanistica per il reperimento di almeno 24 mq/ab da destinare a standard”.

Nel 1980 la Regione Lazio approva il PRG e si esprime in merito alla lottizzazione: limitata alla sola consistenza edilizia attuale mentre impone il congelamento della consistenza stessa e il reperimento di 24 mq/ab; destinare a “zona agricola R” le zone nel perimetro che non siano destinate a servizi o a “zona balneare B”. Nel 1980 la Regione Lazio precisa che per il reperimento degli standard il Comune non è abilitato a mantenere i fabbricati insistenti sulla fascia 300 mt. dalla battigia qualora non si tratti di fabbricati ultimati anteriormente all’entrata in vigore della legge stessa.

Nel 1981 il Comune verifica e dichiara la conformità degli immobili (cioè dichiara che i fabbricati in questione sono stati iniziati prima dell’entrata in vigore della legge). «Questo è un passaggio molto importante della questione – ha sottolineato Pascucci nella lunga illustrazione della delibera – che prelude a due situazioni ancora in essere: il Tar nel 1986 conferma la revoca delle 27 licenze e nel 1988 delle altre 55. Tali costruzioni esistenti devono considerarsi realizzate senza titolo quindi abusive. A questo punto Ostilia presenta al Comune 97 domande di Condono Edilizio (art. 31 L. 47/85). Nel 1991 viene poi approvata e stipulata una convenzione (art. 35 L. 47/85) che prevede il rilascio delle Concessioni in Sanatoria, subordinato all’impegno di Ostilia a partecipare agli oneri di urbanizzazione».

Fin qui è stata dettagliatamente illustrata dal sindaco Pascucci tutta la vicenda, ingarbugliata in cui entreranno poi in gioco sentenze del Consiglio di Stato, lettere della Procura della Corte dei Conti: un inestricabile coinvolgimento di istituzioni che a vario titolo si sono interessate della questione senza mai venirne a capo.

Ripartendo dunque proprio da questa ancora non sanata situazione delle case di chi le ha acquistate e tuttora ci vive, la giunta ha deciso di precorrere due strade: una edilizia legata ai singoli immobili e una urbanistica legata alla natura delle aree. «Due problemi che vanno affrontati in parallelo – ha specificato Pascucci. Per il recupero urbanistico ricorriamo agli strumenti della LR n. 28/80 e dell’art. 29 della Legge n. 47/85 che non risolvono il problema della sanabilità edilizia dei singoli immobili; per sanare i singoli immobili ricorriamo all’ex art. 31 della Legge n. 47/85 definendo le domande di Condono Edilizio che non risolvono i problemi urbanistici.

Sono inoltre necessari interventi di manutenzione straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria di Campo di Mare (rete stradale, marciapiedi, rete fognaria, impianto di illuminazione, impianto di depurazione) e, considerati i costi degli interventi necessari e le limitazioni del Patto di Stabilità, tali interventi possono essere affrontati nell’ambito delle convenzioni derivanti dai due percorsi sopra citati, con oneri in capo al soggetto attuatore Ostilia, senza gravare in nessun modo sui cittadini proprietari dei singoli immobili di Campo di Mare.

Discorso a parte quello del lungomare in cui il Comune dà mandato al dirigente all’Urbanistica di progettare un intervento di riqualificazione del lungomare da sottoporre alla Regione Lazio mentre il costo per la realizzazione dell’opera sarà a capo di Ostilia. L’opera verrà inclusa negli oneri derivanti dalle due suddette convenzioni».

Nei prossimi mesi sono previsti passaggi burocratici, perimetrazioni, osservazioni. Non sarà impresa facile anche perché c’è da aspettarsi qualche sgambetto da parte di chi non ha visto di buon occhio la delibera. Ma questa volta non si torna indietro, tanto più che i cittadini e in particolare i residenti di Campo di Mare hanno salutato con estremo favore la presentazione dell’atto e gli applausi spontanei partiti a fine illustrazione ne sono stai la prova concreta che era veramente ora di voltare pagina.

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