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Occupazione: è emergenza

Occupazione: è emergenza

I sindacati lanciano un sos alle istituzioni per tentare di arginare le diverse situazioni che si sono presentate nell’ultimo periodo. Fiom e Cgil sottolineano le difficoltà di Elettronica Navale e piazzali auto. Perinelli: "Siamo al collasso: mancano politiche attive". Stato di agitazione dei lavoratori della Guerrucci: all’orizzonte il licenziamento collettivo di 30 unità

CIVITAVECCHIA – È sempre più emergenza lavoro. I segnali di ripresa non si vedono o e la crisi economica non molla la presa. Alle incertezze sul futuro delle municipalizzate o dell’interporto, ai problemi legati al fallimento della Privilege Yard e alla vertenza ancora in atto, nel silenzio, dei lavoratori ex Italcementi, ai problemi del commercio locale, solo per elencare alcune delle criticità dell’ultimo periodo, si aggiungono nuovi problemi.
È di ieri la notizia dello stato di agitazione proclamato dai dipendenti della ditta di pulizie industriali Guerrucci, all’indomani della volontà espressa di procedere al licenziamento collettivo di 30 unità. «A luglio – hanno raccontato Fabio Palmieri della Fiom Cgil e Roberto Bonomi dell’Usb Lavoro Privato – a fronte di temporanee difficoltà, azienda ed organizzazioni sindacali avevano concluso un accordo per la cassa integrazione ordinaria di tutti i lavoratori, della durata di tre mesi. In tale occasione, in caso di perduranti necessità, avevamo già prospettato la possibilità di concludere un ulteriore accordo per un contratto di solidarietà di maggiore durata. Tutto questo nella comune volontà di salvare i posti di lavoro. Pochi giorni fa invece la doccia fredda. Contravvenendo agli impegni assunti, l’azienda ci ha informato dell’esubero». Per Fiom ed Usb si tratta di una decisione molto grave ed immotivata, a seguito della quale l’assemblea dei lavoratori che si è tenuta martedì ha immediatamente deciso lo stato di agitazione, dando disponibilità alle organizzazioni sindacali – in vista dell’incontro già programmato con l’azienda del prossimo 25 novembre – per la proclamazione di un primo pacchetto di 16 ore di sciopero.

Ma le vertenze non si fermano qui. La stessa Fiom Cgil, infatti, denuncia anche un’altra situazione preoccupante, che riguarda i lavoratori licenziati da Elettronica Navale, impiegati in attività all’interno del porto. «Lavoratori – hanno ricordato i sindacalisti Fabio Palmieri ed Emanuele Ferretti – che si avviano al termine della copertura degli ammortizzatori sociali. Il paradosso di questa vicenda si trova nel fatto che le lavorazioni a cui erano addetti non sono cessate, ma sono eseguite da altri soggetti che si sono avvicendati nelle manutenzioni e che hanno gradualmente provveduto ed integrato con proprie maestranze generando non uno sviluppo dell’occupazione, ma una sostituzione a danno dei lavoratori ex Elettronica Navale». A questo punto la Fiom auspica una immediata risoluzione della vicenda di questi lavoratori, «in gran parte con famiglie monoreddito e con familiari a carico – hanno concluso – anche sulla base dell’interessamento mostrato dalla Autorità Portuale».  

Infine il problema dei piazzali di movimentazione auto in zona industriale con la segretaria della Cgil Miranda Perinelli che esprime preoccupazione e ribadisce la necessità e l’urgenza di intervenire «in quelle situazioni di ingiustizie e violazioni delle norme legislative in materia di lavoro – ha spiegato – che si sono manifestate nei piazzali. Non è ammissibile una paga oraria di 5 euro nè far sopportare il peso di 16 ore lavorative in un solo giorno ai lavoratori costretti per necessità. In un mondo del lavoro Civitavecchiese al totale collasso, dove ormai i presidi di protesta di chi, nel migliore dei casi è costretto ad ammortizzatori sociali o di chi lo sta perdendo oppure lo ha già perso sono all’ordine del giorno, si continua a precarizzare il costo del lavoro abbassando le retribuzioni o applicando, male, contratti diversi al fine di fare concorrenza sleale tagliando sul costo del lavoro. È proprio in questi momenti che le istituzioni, in sinergia con le parti sociali, devono agire con politiche attive propedeutiche ad evitare il verificarsi di situazioni simili che inevitabilmente generano nuovi poveri, nuovi poveri che aumentano data l’assunzione anche di civitavecchiesi portati alla disperazione da lunghi periodi di inattività che pur di rientrare nel mondo del lavoro sono disposti a retribuzioni da fame ed orari massacranti. Questo è il prodotto di un’assenza totale di politiche attive e di controllo del lavoro».

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