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Attacco jihadista in Mali: sono circa trenta i morti

Attentato terroristico all’hotel Radisson di Bamako, in Mali. Lo riferisce la Bbc, che cita fonti ufficiali maliane, e la tv francese BFMTV, che cita il consigliere ministeriale Amadou Sangho. Secondo il sito Jeune Afrique, che cita il ministro della Sicurezza Salif Traoré, all’interno dell’albergo un gruppo di non oltre cinque assalitori. Il ministro ha aggiunto che il commando non ha mai cercato di dialogare o negoziare con le autorità maliane. «Sono metodi puramente terroristici», ha affermato. Sangho ha invece precisato che l’operazione per liberare gli ostaggi è stata eseguita «unicamente» dalle forze maliane. Secondo un peacekeeper delle Nazioni Unite, citato dall’emittente Abc, nell’assalto sono morte almeno 27 persone i cui cadaveri sono stati ritrovati all’interno dell’edificio. Citato a condizione di anonimato, il peacekeeper ha detto di aver visto 12 corpi al piano terra dell’hotel e altri 15 al secondo piano. Sarebbero stati uccisi anche tre degli assalitori che facevano parte del commando. Lo ha riferito il ministero maliano della Sicurezza, stando a quanto riferisce il sito locale ‘‘Abamako’’. Secondo il sito, è ancora in corso il blitz delle forze speciali all’interno dell’hotel Radisson a Bamako, in Mali, assaltato da un commando armato che ha preso in ostaggio 170 persone. L’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu, citando una fonte della sicurezza locale, aveva riferito di alcuni ostaggi in grado di «recitare versi del Corano» rilasciati dagli uomini armati. Persone in grado di «proclamare in arabo la grandezza di Dio», ovvero pronunciare la formula ‘‘Allahu Akbar’’. Il gruppo jihadista ‘‘Mourabitoun’’ ha rivendicato l’attacco e il sequestro di ostaggi nell’hotel Radisson, in coordinamento con ‘‘l’Emirato del Sahara’’ che è una cellula di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi). Lo riferisce la tv araba al-Jazeera che afferma di aver ricevuto un messaggio audio con la rivendicazione. Il gruppo pone anche una condizione per il rilascio degli ostaggi, ovvero che venga ‘‘fermata l’aggressione contro la popolazione del nord del Mali’’. Il gruppo Mourabitoun annuncia inoltre che, al termine dell’operazione, verrà diffuso un comunicato più esteso. Rivolgendosi alle «autorità del Mali e della Francia», il gruppo afferma che «se rifiutate» le richieste «sapete come andrà a finire, lo avete già sperimentato». (Adnkronos)

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