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Su Piazza Grande interviene anche il parroco

A pochi giorni dalla consultazione, il prete diffonde una lettera a difesa del progetto. Un elogio alla trasformazione dell’area a cura di un’azienda privata

A pochi giorni dalla consultazione, il prete diffonde una lettera a difesa del progetto. Un elogio alla trasformazione dell’area a cura di un’azienda privata

LADISPOLI – Sulla vicenda Piazza Grande scende in campo anche il parroco.

A decidere sulle sorti del piano integrato si svolgerà una consultazioni tra gli abitanti di poche vie, dentro una parrocchia, il cui parroco manda a casa dei suoi parrocchiani la copia di una lettera di elogio, indirizzata al sindaco, nella quale si sponsorizza l’operazione di una società privata.

Non ci poteva essere epilogo peggiore, per una vicenda controversa nella quale ormai si può sostenere che qualcuno ha chiamato in causa anche ‘‘santi in paradiso’’. Una questione politica e sociale, occasione per l’apertura di un confronto schietto e sincero sulle linee di sviluppo della città che invece è diventata una questione sulla quale si rasenta ormai il ridicolo.

Legittima la proposta di Piazza Grande, legittimo l’aver accolto e preso in considerazione il piano integrato proposto, legittime anche le posizioni contrarie al piano. Del tutto fuori luogo le modalità con le quali questa vicenda è stata trattata. A partire dal fatto che assessori, a conoscenza di operazioni che hanno risvolti importanti per la collettività curino invece in privato le legittime mire imprenditoriali dei loro clienti, obiettivi a volte in contrasto con gli interessi della collettività. Per continuare poi con l’indizione di una consultazione non regolamentata e ristretta ai soli portatori di interessi, per finire poi all’elogio ed alla benedizione del parroco. Una questione collettiva trattata invece tra casa e chiesa: le case o gli studi professionali di amministratori che concedono ospitalità a società edilizie, le chiese che nel loro interesse invece hanno ingerenze nella vita politica.

Una vicenda dalla quale l’amministrazione comunale di Ladispoli poteva uscire in maniera semplice e limpida rivendicando la responsabilità di una scelta e che invece è continuata in un arrampicarsi sugli specchi fino al punto di cadere in farsa.

Una brutta pagina della vita democratica di Ladispoli. Questo resterà come ricordo della vicenda Piazza Grande.

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