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Discarica in esaurimento

Discarica in esaurimento

Sopralluogo in contraddittorio a Fosso Crepacuore per quantificare se vi siano o meno volumetrie rimaste a disposizione. Si attende la risposta della Regione. Per il Pincio una corsa contro il tempo  

CIVITAVECCHIA – Altro che gli otto/dieci mesi di autonomia. A quanto pare potrebbe essere questione di giorni, e poi davvero la città sarà in emergenza rifiuti. Il problema sta nella volumetrie rimaste a disposizione per il conferimento. Secondo Hcs le volumetrie sono residue ma sufficienti per poter comunque pianificare e mettere in campo una soluzione concreta, senza alcuna ripercussione. Secondo la Mad, invece, proprietaria di Fosso del Prete, sembrerebe proprio che ci si trovi di fronte all’esaurimento della discarica.

E così nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo in contraddittorio sul posto, alla presenza della Regione Lazio che, all’esito delle verifiche, dovrà inviare una relazione attesa nei prossimi giorni a Palazzo del Pincio. Tutto è nato da una lettera inviata da Hcs alla Regione, in merito alla vertenza in atto con la Mad, con la municipalizzata che ha indicato elementi tecnici sui conferimenti, dal 2008 in poi. Ad ottobre il Pincio parlava di 10 mesi prima dell’esaurimento, oggi si è arrivati a pochissimo tempo a dispozione. I conti non sembrano tornare.

C’è spazio sufficiente per il conferimento? Quale è l’autonomia per la discarica? Cosa è cambiato in questi mesi? C’è stata una valutazione errata da parte di qualcuno? C’è chi sostiene addirittura che le volumetrie del lotto in coltivazione siano già esaurite. Come intende procedere il Comune?

«Intanto aspettiamo cosa dirà la Regione – ha spiegato l’assessore Alessandro Manuedda – certo è che comunque, al di là dei pochi mesi o meno rimasti, occorre affrontare questa situazione». Anche perché, pur essendo autorizzato dal 2010 un nuovo invaso da 150 mila tonnellare, il lotto 2 di Fosso Crepacuore 3, ci sarebbero almeno un paio di problemi da non sottovalutare: il primo, è che comunque ci vorrebbero dei mesi per il completamento dei lavori. Il secondo è che la Mad, propri in virtù del contenzioso in corso e dei crediti vantati nei confronti di Hcs, non sarebbe disposta a realizzare il nuovo invaso.

«Aspettiamo di avere comunicazioni – ha spiegato l’amministratore di Mad Valter Lozza – per capire cosa fare e come procedere». L’emergenza è alle porte e le soluzioni non sono semplici da trovare. C’è la possibilità anche che si debbe conferire in una discarica alternativa. Ma sarà la Regione a dire l’ultima parola. Nel frattempo, sulla questione rifiuti, ci sono ancora tanti interrogativi: dalla conferenza dei servizi ancora aperta in Regione sull’impianto di trattamento tmb da parte di Mad, con Il Pincio che però si è detto contrario e che continua a puntare sull’avvio della differenziata. Ma oggi sembra essere tutto una corsa contro il tempo.

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