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Sciopero dei lavoratori delle pulizie negli ospedali del Lazio

ROMA- I lavoratori dei settori delle pulizie, lavanderie industriali ma anche chimici-tessili, operatori che si occupano da sanificazione delle sale operatorie e della sterilizzazione dei ferri chirurgici nelle strutture ospedaliere e nelle Asl del Lazio, oggi incrociano le braccia per protestare contro «l’ennesima spending review» realizzata con la legge di stabilita’ che portera’ a un «taglio del 5% degli appalti gia’ in essere», traducibile «in 200 milioni di euro in meno sui servizi erogati» che si ripercuoteranno su circa 10mila lavoratori, «molto dei quali hanno gia’ subito tagli di orari e stipendio e sono sotto contratto di solidarieta’». Uno sciopero unitario del settore sanita’ organizzato da Cgil, Cisl e Uil, che questa mattina manifestano «in almeno 500» sotto la Regione Lazio per dire «no a questi tagli che non sono a sprechi e inefficienze, ma sul sistema dei servizi che vengono erogati e quindi hanno anche un riverbero sui lavoratori».
 A lanciare la giornata di mobilitazione sono stati i rappresentanti delle organizzazioni confederali regionali e delle rispettive categorie del commercio, dei chimici e della funzione pubblica, nella sede della Filcams Cgil di Roma e del Lazio di via Buonarroti. Per Roberto Giordano, segretario regionale della Filcams Cgil, «si tratta di nuovi tagli nel Lazio ancora commissariato: Zingaretti piu’ volte ha dichiarato che nel 2015 se ne sarebbe usciti, noi ce lo auspichiamo e siamo fiduciozi ma abbiamo qualche difficolta’ a credere che il piano di rientro possa concludersi cosi’. Parliamo di un taglio del 5% del valore economico degli appalti, e non attraverso un cambio di appalto, ma per quelli gia’ in essere». I tagli, ha spiegato Giordano, riguardano «quei servizi esternalizzati che vengono gestiti attraverso una serie di appalti: parliamo di pulizie, lavanderie industriali, sterilizzazione dei ferri chirurgici e tutti i servizi di manutenzione». Tagli che «dal calcolo che abbiamo fatto sulla legge di stabilita’ si traducono in una sforbiciata da 200 milioni: questo vuol dire che il famoso patto della salute siglato non molto tempo fa e’ cambiato ancora e di quegli aumenti previsti nel triennio non ci sara’ nulla, se non pochissimo». A spiegare gli effetti pratici dei tagli e’ Stefano La Dogana della Uil-Trasporti, rappresentante del settore pulizie: «Dalla Regione hanno chiamato direttamente le aziende per comunicare l’ulteriore ribasso: le ditte ci hanno detto che nell’applicazione diretta questi tagli dal 5 arriveranno al 20 ma anche al 30% dove si applicano i codici colore, perche’ i codici rossi, che richiedono interventi e pulizie piu’ frequenti e costano giustamente di piu’, sono stati trasformati nei contratti dei lavoratori in codici arancione e quindi le pulizie nelle sale si faranno praticamente dopo tre operazioni, cosi’ come nei bagni frequentati anche da 1.500 persone si potra’ pulire solo all’inizio e alla fine della giornata». 
Ma le ripercussioni, ha sottolineato La Dogana, «saranno su tutto, dai cerotti alle protesi fino al lavaggio dei lenzuoli, ma evidentemente a chi di dovere non interessa: mentre noi domani andremo sotto la Regione per difendere i lavoratori Zingaretti andra’ al Grassi per inaugurare il nuovo pronto soccorso. Questo vuol dire che non gliene frega niente».

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