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Porto Romano, stringono i tempi per la firma della convenzione

Porto Romano, stringono i tempi per la firma della convenzione

Scade il 4 dicembre l’ultimatum lanciato dal sindaco Roberto Bacheca. Intanto dall’opposizione Sel, ‘‘È possibile’’ e ‘‘Un’altra città è possibile’’ ricordano che si tratta delle stesse clausole già firmate nel 2010

S. MARINELLA – Le forze di opposizione in consiglio comunale hanno accolto con favore l’iniziativa del sindaco Roberto Bacheca, di dare un ultimatum alla società Porto Romano, l’azienda che ha in gestione il porticciolo turistico, intimandogli di firmare entro il 4 dicembre la convenzione urbanistica, altrimenti il Comune si vedrebbe costretto a rendere nulla la convenzione tra il Comune e la società stessa. Quello che sottolineano gli esponenti di Sel, un’Altra Città è Possibile e l’associazione E’ Possibile, è che i legali dell’impresa che gestisce il porticciolo ritengono che le clausole della convenzione votata ad aprile in consiglio comunale sono vessatorie. «Sfuggirà ai più che quelle sono in pratica le stesse clausole della convenzione che la Porto Romano ha già firmato nel 2010 – dicono gli esponenti delle tre realtà politiche – in particolare, la società aveva già accettato la costruzione degli svincoli, che ora rifiuta. La costruzione di una passerella fino alla Passeggiata al Mare, che non ha mai costruito e che gli è stata quantificata in 200mila euro per la riqualificazione ambientale del tratto di costa. Riqualificazione che evidentemente alla Porto Romano non interessa. Quanto poi ai canoni per i posti barca, in tutti gli accordi controfirmati negli anni dalla Porto Romano, il Comune aveva sempre, almeno sulla carta, rivendicato un ruolo di indirizzo, che prima la Porto Romano accettava e ora no. Il mistero di tale cambio di posizione si spiega in un solo modo, la società prende tempo per evitare l’ampliamento del porto previsto dalla convenzione ma mai realizzato». «La Porto Romano non è stata ai patti – conclude la nota di Acp. Sel e E’ Possibile – ma questa semplice verità è stata sommersa sotto una valanga di carte che l’amministrazione non ha saputo o voluto contrastare. E si va avanti così da anni e il meccanismo funziona. Interrompere questo iter significherebbe costruire il porto e correre un rischio di impresa che non vale la pena di correre. Vediamo allora cosa farà la Porto Romano il 4 dicembre. Se firmerà la convenzione urbanistica o continuerà nel suo atteggiamento».

Gi.Ba.

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