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«L’opera suddivisa in 5 stralci secondo la legge»

NUOVO CAMPO SPORTIVO. L’amministrazione comunale di Ladispoli interviene in merito alle indagini della Finanza. Pierini: «Strano che l’ esposto arrivi nei giorni del processo contro la ditta inadempiente»

NUOVO CAMPO SPORTIVO. L’amministrazione comunale di Ladispoli interviene in merito alle indagini della Finanza. Pierini: «Strano che l’ esposto arrivi nei giorni del processo contro la ditta inadempiente»

LADISPOLI – Arrivano le precisazioni dell’amministrazione comunale di Ladispoli sulle notizie relative all’esposto sull’appalto del nuovo campo sportivo che si sta costruendo in zona Campi di Vaccina e che avrebbe dato origine ad un’indagine da parte della Guardia di Finanza. Attraverso un comunicato stampa molto dettagliato, giunto nella giornata di ieri, l’amministrazione comunale di Ladispoli sottolinea «di non avere avuto nessuna notizia ufficiale in merito e di non avere assegnato l’appalto alla società che si era classificata seconda nella precedente graduatoria poiché, anche se a norma dell’articolo 140 comma 1 e 2 le stazioni appaltanti possono interpellare progressivamente i soggetti che hanno partecipato all’originaria procedura di gara, in questo caso la strada non era percorribile: sia il progetto a base di gara che l’offerta migliorativa della ditta aggiudicataria erano viziati da errori che ne hanno imposto la rivisitazione integrale prima di procedere a nuova gara». L’amministrazione inoltre precisa «di avere proceduto alla suddivisione dell’opera in cinque stralci, non per spacchettare l’appalto ma perché la norma vigente impone alle stazioni appaltanti la suddivisione delle opere in lotti minimi ancorché al fine di favorire la piccola e media impresa ovvero di dimostrare l’impossibilità di effettuare tale suddivisione senza compromettere l’esecuzione dell’opera stessa, così come cita testualmente l’art. 2 comma 1-bis del D.Lgs. 163/2006 – Codice dei Contratti Pubblici ‘‘Nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, al fine di favorire l’accesso delle piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti devono, ove possibile ed economicamente conveniente, suddividere gli appalti in lotti funzionali. I criteri di partecipazione alle gare devono essere tali da non escludere le piccole e medie imprese. Nella determina a contrarre le stazioni appaltanti indicano la motivazione circa la mancata suddivisione dell’appalto in lotti». L’amministrazione di Ladispoli entra anche nel merito degli aspetti gestionali dell’ufficio preposto e il Rup dell’opera, precisando che tutte le certificazioni richieste alle ditte invitate per la partecipazione alle distinte procedure di gara sono state verificate, con esito favorevole, attraverso l’AvcPass, il sistema informatizzato dell’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione), così come previsto dalla legge senza che sia emersa alcuna irregolarità. Inoltre per l’amministrazione «il cronoprogramma dell’opera è pienamente attualizzabile e già in buona parte attuato, rispettando l’alternanza delle lavorazioni in esso indicata. L’adeguamento del progetto ha tenuto conto della semplice stima di tutte le voci escluse dalle opere già realizzate con l’applicazione del nuovo prezzario vigente, comunque già ribassato del 10%». «L’amministrazione – ha concluso l’assessore ai Lavori pubblici Marco Pierini – è a disposizione degli inquirenti per fugare ogni dubbio. Ci sembra però molto strano che la notizia del presunto esposto e dell’inchiesta che sarebbe scaturita sia uscita proprio quando sta entrando nel vivo il processo contro la ditta inadempiente che si era aggiudicata il primo appalto».

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