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Caso D'Angelo: richiesta la documentazione bancaria

Caso D'Angelo: richiesta la documentazione bancaria

La moglie del pensionato che si è tolto la vita si è affidata a due avvocati di Roma. "Vogliamo comunque tenere un profilo discreto e riservato sulla vicenda" . Domani sit-in a corso Centocelle del coordinamento provinciale "Noi con Salvini"

CIVITAVECCHIA – “Per ora sono aperte tutte le strade, sia in sede civile che penale”. A parlare è l’avvocato Carlo Ricci Barbini, che insieme al collega Arcangelo Guzzo, assiste la moglie di Luigino D’Angelo, il pensionato 68enne che si è tolto la vita il 28 novembre scorso dopo aver visto sfumare oltre 100 mila euro investiti in obbligazioni subordinate di banca Etruria. Effetto del decreto “salvabanche” che ha però messo nei guai migliaia di risparmiatori.

“Ieri pomeriggio ci siamo incontrati con la signora Lidia – ha spiegato l’avvocato – abbiamo deciso di tenere un profilo discreto e riservato. Al momento abbiamo fatto richiesta per poter ricevere tutta la documentazione bancaria; attendiamo quei documenti per vagliarli e capire poi come procedere”. Un modo per poter ricostruire, con esattezza, cosa accaduto in questi mesi, che tipo di rapporto c’è stato tra il pensionato e la banca, e come questo è stato portato avanti.

Nel frattempo va avanti anche l’inchiesta della Procura, con il pm Alessandra D’Amore che ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Anche la Procura ha già disposto l’acquisizione della documentazione e dei carteggi tra il correntista e la banca. La delega d’indagine è stata data alla polizia, intervenuta subito dopo il suicidio dell’uomo. Esaurito l’esame della documentazione, saranno chiamati a fornire le proprie testimonianze i funzionari di banca che hanno gestito i risparmi dell’ex dipendente dell’Enel.

L’avvocato Ricci Barbini ha confermato poi la presenza della lettera alla quale il pensionato ha affidato le sue riflessioni prima di togliersi la vita, scusandosi con la moglie per il dolore che avrebbe provocato questa scelta. «Chiedo scusa a tutti per il mio gesto: non è per i soldi, ma per lo smacco subito» sarebbe scritto nella lettera acquisita dagli inquirenti. «Una lettera – ha aggiunto il legale del foro di Roma – che non riporta accuse specifiche contro qualcuno, ma sotto certi aspetti è molto indicativa». Avrebbe descritto cosa accaduto negli ultimi mesi, le sue visite in filiale, gli appuntamenti per cercare di tornare in possesso almeno di una parte dei risparmi, le risposte e le rassicurazioni.

Intanto il coordinamento provinciale “Noi con Salvini” ha organizzato per domani, 12 dicembre dalle 10.30 alle 13, un sit-in di protesta davanti alla sede di Banca Etruria a corso Centocelle, contro il salvabanche e la disfatta dei cittadini risparmiatori. “Un atto dovuto per uno scandalo nazionale che non può, come al solito – dichiarano dal coordinamento NcS – cadere tra qualche giorno nel dimenticatoio, le banche si salvano sempre e i cittadini risparmiatori no, punire in modo esemplare i responsabili e attivare subito al recupero delle somme perdute da parte dei correntisti, domani saremo lì per chiedere questo”.

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