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Lau: «Mi pento di quanto scritto, ma non cambio idea»

Lau: «Mi pento di quanto scritto, ma non cambio idea»

La ormai ex delegata grillina alla vigilia delle dimissioni spiega il suo commento sull’omicidio di Parma postato su Facebook: "Ho sbagliato ad usare quelle parole, ma volevo scuotere le coscienze"

CIVITAVECCHIA – La dichiarazione di Rosanna Lau, delegata del sindaco Antono Cozzolino al mercato, del Movimento Cinque Stelle di Civitavecchia, ha scatenato una vera e propria tempesta a livello nazionale. Le parole utilizzate, riferite alla donna uccisa a Parma dal compagno tunisino circa una settimana fa, erano state molto dure: «Dire che se l’è cercata è il minimo[…] – per poi continuare – se fosse sopravvissuta l’avrei insultata». Questo è un estratto dal post rabbioso scritto dalla Lau sui social, prontamente cancellato,  di cui però girano foto in rete.

Siamo riusciti a porre qualche domanda alla delegata che ha esordito spiegando che erano stati molti i giornalisti a contattarla in giornata, evidentemente la faccenda ha suscitato scalpore: «La mia intenzione non era assolutamente quella di avvallare un omicidio – ha esordito Lau – è stato un post di getto completamente sbagliato dalla prima all’ultima lettera: non era esattamente quello che volevo dire. Ho spiegato che è stato un grido di rabbia, voglio parlare di questo ma non nel caso specifico della signora di parma – ha precisato immediatamente – ma nel caso specifico di tutti i femminicidi. Ho vissuto episodi simili in famiglia è stato solamente un atto di rabbia».

Lacrime di coccodrillo quelle della Lau? Sta di fatto che la delegata sembra voler sottolineare questo suo pentimento: «È stato un grido di rabbia, non un’accusa: un grido di impotenza – per poi però continuare – ci sarebbe da domandarsi come mai questa persona, che aveva un ordine di espulsione a carico, fosse ancora qui. Quello che molti pensano, ma non hanno il coraggio di dire – aggiunge –  ma io si, Se una donna di quarant’anni si mette con un tunisino di venticinque, e sottolineo tunisino non per razzismo, ma datemi atto che molti di loro sono integralisti – per poi prontamente specificare – ho molti amici tunisini che non sono così, ma molti di loro sono integralisti ed ammazzano una donna soltanto per esserlo, la bruciano viva solo perché si toglie il velo o perché non gli ha riscaldato la cena. Copriamo tutto con un velo di buonismo? Nella loro cultura non c’è alta considerazione della donna». La Lau, infiammata dal discorso prosegue: «Una donna a quarant’anni deve essere consapevole, una donna come quella che era uscita da una storia di violenza si mette con un altro violento?».

Le chiediamo se intenda dare colpa alla donna, la sua risposta è piuttosto ambigua: « Dico solo che molte volte noi donne ci mettiamo in situazioni pessime». La Lau conferma le sue dimissioni e si scusa per l’imbarazzo creato al suo partito ed al Sindaco, con cui non è ancora riuscita a parlare e preferisce non rispondere alle dichiarazioni fatte contro di lei.  «Mi pento di quello che ho scritto – dice – ma non cambia il mio pensiero, se fosse sopravvissuta l’avrei picchiata dalla rabbia». C’è molta confusione nelle dichiarazioni della Lau che sembra essere pentita ma non troppo.

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