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«Urgono modifiche alla legge regionale 32 del ‘98»

Le Università Agrarie di Allumiere e Tolfa hanno sottoscritto una serie di osservazioni da presentare alla Regione Lazio. Le massime cariche degli Enti collinari Pasquini e Santurbano: «Questa norma si è trasformata in una tassa per far cassa»

Le Università Agrarie di Allumiere e Tolfa hanno sottoscritto una serie di osservazioni da presentare alla Regione Lazio. Le massime cariche degli Enti collinari Pasquini e Santurbano: «Questa norma si è trasformata in una tassa per far cassa»

ALLUMIERE – Agraria di Allumiere e di Tolfa unite per chiedere la modifica della legge regionale 32 del 1998 relativa alla disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei spontanei e di altri prodotti del sottobosco: «Per poter così riaffermare il diritto d’uso civico dettato dalla legge 1776 del 1927 e dal successivo regolamento applicativo approvato con R.D. 332 del 1928 – spiegano i presidenti dei due Enti, Antonio Pasquini e Marco Santurbano – questa legge regionale si è trasformata in una tassa introdotta con l’articolo 5 il cui importo era destinato per le spese sostenute dall’ente preposto al rilascio del tesserino regionale e a copertura delle spese sostenute dai soggetti di cui all’articolo 14, ossia, per l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi di formazione micologica che si tengono nel proprio ambito territoriale». Le due massime cariche delle Agrarie collinari precisano: «Gli interventi economici non sono mai avvenuti in quanto i cittadini del Lazio pagano di tasca propria i corsi o (come avvenuto quest’anno ad Allumiere) i corsi sono stati sostenuti con un contributo straordinario degli organizzatori. Inoltre l’articolo 19 prevedeva l’istituzione di capitoli per i proventi dalle sanzioni che dovevano essere utilizzate anche per l’attuazione di interventi di tutela del patrimonio boschivo e forestale, ma anche questa disposizione è palesemente inapplicata». L’unico obiettivo raggiunto dalla legge è di fare cassa con una tassa annuale ingiusta versata dai cittadini del Lazio». Pasquini e Santurbano concludono: «Rapportandoci con Toscana, Umbria d Abruzzo abbiamo scoperto di essere i cittadini più danneggiati economicamente. Altro errore poi, la raccolta solo in alcuni giorni della settimana: si è riscontrato che nei giorni consentiti le persone che frequentano i boschi sono troppi, se l’attività di raccolta venisse svolta tutti giorni ci sarebbe una presenza distribuita». Queste le osservazioni sottoposte alla Regione Lazio per la modifica alla Legge. (Rom. Mos.)

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