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Dipendenti coreani chiusi in una bara, "così imparano ad apprezzare la vita"

ROMA – I dipendenti coreani vengono chiusi vivi in una bara dopo aver simulato un finto funerale. Lo scopo? Insegnargli ad apprezzare la vita. Per distogliere gli impiegati dal suicidio, in Corea del Sud sono state instituite delle ‘scuole di morte’.

La Corea del Sud è il secondo Stato al mondo con il più alto tasso di suicidi. La pressione prodotta dalla società ipercompetitiva spinge una media di 40 persone al giorno a togliersi la vita.

Un’insolita risposta a questo problema è l’istituzione di appositescuole dove poter provare l’esperienza della morte. Sapendo com’è morire, gli allievi depressi dovrebbero iniziare ad apprezzare di nuovo la vita. Dopo la simulazione di morte, seguono attività fisiche e un corso di risata.

Ai dipendenti viene chiesto di scrivere un testamento, di dire addio ai propri cari e infine di entrare in una bara. Park Chun Woong, presidente di un’azienda che si occupa di risorse umane, ha spiegato che essere chiuso vivo in una bara è un’esperienza talmente scioccante da resettare la mente.

“All’inizio – racconta Park Chun Woong – ridere tutti insieme senza motivo sembra strano e ci si chiede che benefici possa avere. Ma una volta iniziato, guardare le facce dei colleghi fa esplodere una vera risata. Nell’ambiente di lavoro, l’atmosfera è sempre cupa. Ridere ha sicuramente un’influenza positiva”. (Adnkronos)

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