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È morto all’età di 96 anni il capo della P2 Licio Gelli

Licio Gelli è morto martedì notte all’età di 96 anni a Villa Wanda, la sua casa di Arezzo. La salma è stata esposta da ieri mattina, poco dopo le 10, nella sede dell’Arciconfraternita della Misericordia di Arezzo, in via Garibaldi. Tra i primi ad arrivare alla camera ardente l’imprenditore Piero Mancini, ex presidente dell’Arezzo Calcio, e l’avvocato storico dell’ex maestro venerabile, Raffaello Giorgetti. La salma di Gelli mostra un volto all’apparenza sereno con il pizzetto come amava portare nell’ultimo decennio della sua vita. All’abito gessato, scelto per l’ultimo viaggio dalla sua famiglia, è stata appuntata sul risvolto della giacca la sua vecchia spilla del regime fascista, con il fascio littorio. Nel taschino della giacca ci sono i suoi occhiali, mentre al dito porta il suo anello con lo stemma nobiliare di conte. La scelta di portare nella bara un simbolo del regime di Benito Mussolini, che lo vide poco più che ventenne nel ruolo di ispettore del partito nazionale fascista, suona come una convinta rivendicazione del suo passato. «Sono fascista e morirò fascista», disse nel 2008 Licio Gelli, in una delle ultime dichiarazioni pubbliche durante un programma tv dal titolo ‘‘Venerabile Italia’’. Licio Gelli è morto ricevendo i conforti religiosi nella sua Villa Wanda. Ex maestro venerabile della P2, la loggia massonica segreta accusata di essere eversiva, è stato protagonista delle trame oscure che hanno contrassegnato la storia della Repubblica italiana nell’ultimo mezzo secolo, dopo essere stato detenuto in Svizzera e in Francia, e dopo gli arresti domiciliari a villa Wanda per scontare la condanna a 12 anni per la bancarotta dell’Ambrosiano. (Adnkronos)

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