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Ex alberghiero: una promessa non mantenuta

L’immobile figura a garanzia dei debiti della ormai ex Provincia di Roma. Nel 2009 Zingaretti aveva assicurato che il Comune sarebbe venuto in possesso della struttura

L’immobile figura a garanzia dei debiti della ormai ex Provincia di Roma. Nel 2009 Zingaretti aveva assicurato che il Comune sarebbe venuto in possesso della struttura

di FABIO PAPARELLA

LADISPOLI – «Per evitare che Roma diventi una megalopoli bisogna aggredire la crescita demografica dei comuni limitrofi alla Capitale, costruendo servizi, scuole, università, biblioteche e non solo case. Per portare a termine le opere pubbliche, gli amministratori devono essere presenti sul territorio. Infatti tornerò qui per controllare che gli impegni di oggi siano rispettati. Annuncio inoltre che la Provincia, proprietaria dell’attuale sede dell’istituto alberghiero di Ladispoli, cederà la struttura al Comune affinché diventi un albergo che però si impegni a offrire stage di formazione ai ragazzi».

Era il 24 settembre 2009 e a pronunciare queste parole, interpretate da qualcuno come un’esplicita promessa, fu Nicola Zingaretti, all’epoca presidente della Provincia di Roma e attuale presidente della Regione Lazio, venuto a Ladispoli in occasione della cerimonia dedicata alla posa della prima pietra del nuovo istituto alberghiero.

A sei anni da allora il nuovo alberghiero è stato costruito e, nonostante i furti da cui è stato a più riprese funestato, è considerato un istituto all’avanguardia, una scommessa vinta.

Ma l’ex alberghiero, sito in via Ancona 122, è ben lontano dall’essere acquisito a patrimonio comunale dalla città di Ladispoli.

Anzi, l’edificio è stato inserito nel ‘‘Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari della città metropolitana di Roma Capitale’’, approvato insieme al bilancio di previsione 2015 dal consiglio della Città metropolitana (per la verità già precedentemente approvato dall’ex Provincia di Roma e allegato al bilancio di previsione 2014 dal Commissario straordinario).

Ciò significa che l’immobile, «dismesso dall’uso scolastico», è stato conferito al Fondo Immobiliare “Provincia di Roma”- costituito nel 2012 dalla Provincia di Roma e gestito dalla società BNP Paribas Real Estate Investment Management SGR p.A allo scopo di vendere una serie di immobili dell’ormai ex Provincia per finanziare l’acquisto della nuova sede unica dell’Eur (nota anche come Palazzo Parnasi) costata più di 260 milioni di euro- e sarà venduto sul mercato al prezzo che sarà determinato dall’esperto indipendente.

In poche parole l’ex alberghiero di Ladispoli rientra tra i mezzi di pagamento della nuova sede unica, voluta all’epoca dalla giunta Zingaretti per ospitare in unico luogo tutti i dipendenti della provincia di Roma e presentata come operazione di razionalizzazione e trasparenza.ex istituro alberghiero

Quale sarà poi la destinazione concreta di quell’edificio una volta venduto ancora non è dato sapersi.

Quello che si sa, però, è che il Piano si divide in due sezioni: «La prima dedicata alla valorizzazione e/o dismissione del patrimonio disponibile dell’Ente, la seconda alla valorizzazione dei beni immobili appartenenti al patrimonio indisponibile dell’Ente (in particolare immobili scolastici), mediante operazioni di partenariato pubblico-privato».

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, l’edificio dell’ex alberghiero di Ladispoli non fa parte della seconda sezione relativa alla valorizzazione del patrimonio scolastico attraverso la realizzazione di impianti sportivi, biblioteche o altri servizi di formativi o di pubblica utilità, bensì della prima, per il semplice motivo che affinché un bene possa ritenersi appartenente al patrimonio indisponibile- in quanto destinato ad un pubblico servizio- occorre un doppio requisito: un atto che manifesti la volontà dell’ente di destinare effettivamente quel bene ad un pubblico servizio, e l’effettiva e attuale destinazione del bene al pubblico servizio.

Nel caso specifico mancano entrambe le cose.

Ma certamente è mancata la capacità politica, se non proprio la volontà, di rispettare un impegno preso vincolando alla città di Ladispoli un edificio situato tra l’altro in una zona strategica.

A fine marzo di quest’anno lo stesso sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta, nel chiedere alla Città Metropolitana di provvedere alla messa in sicurezza dello stabile- che nel frattempo era stato impropriamente utilizzato da alcune persone come ricovero notturno di fortuna- ha ricordato che «all’apertura del nuovo istituto di via Federici ci era stato garantito dall’allora Provincia che l’ex Alberghiero sarebbe entrato a far parte del patrimonio comunale».

A distanza di qualche anno si può parlare di una promessa non mantenuta.

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