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L'accordo non passa in consiglio

L'accordo non passa in consiglio

L'attualizzazione del documento del 2008 con Enel ratificato solo dalla Giunta. Lo ha ribadito il sindaco Cozzolino: "C'è un contratto in essere e va rispettato". Critico il polo democratico Marietta Tidei all'attacco

CIVITAVECCHIA – L’accordo tra Comune ed Enel, o meglio l’attualizzazione ed interpretazione dell’accordo tra l’azienda elettrica e l’amministrazione comunale del 2008, non passerà in Consiglio Comunale. Lo ha chiarito il sindaco Antonio Cozzolino, sottolineando che basta soltanto la ratifica in Giunta per una manovra del genere. «La modifica di un accordo in essere – ha ribadito – non rientra nelle competenze del consiglio comunale». E questo nonostante quanto dichiarato nei giorni scorsi dai consiglieri di opposizione che chiedevano di essere coinvolti. «Nel cambiamento della normativa fiscale, e quindi nel passaggio da Ici ad Imu – ha aggiunto Cozzolino – Enel pensava di aver continuato ad ottemperare l’accordo, ma per noi no. E così, per evitare di andare in Tribunale, abbiamo avviato questi colloqui, arrivando a questa attualizzazione. Siamo andati a chiedere il rispetto di un contratto che prevedeva un’integrazione all’Ici, fino ad arrivare a 8 milioni di euro». Questo fino al 2023 quando verrà detratto un milione di euro con il Comune che andrà a restituire i 17 milioni che, come ribadito dall’amministrazione, «sono stati presi senza titolo alcuno  nel 2012/2013». 

«Si tratta quindi di un’interpretazione dell’accordo – ha aggiunto l’assessore al Bilancio Florinda Tuoro, ribadendo che i 7 milioni di euro già versati da Enel saranno inseriti in spesa corrente – abbiamo un percorso aperto con la Corte dei Conti e vaglierà anche questo, ma non abbiamo dubbi. Enel ha riconosciuto i suoi debiti e noi riconosciamo che i 17 milioni rimangono presi senza titolo ed inseriti in modo sbagliato in spesa corrente, quindi vanno restituiti». I 2 milioni l’anno per cinque anni a partire dal 2016, indennizzo per la mancata percezione delle royalties e la mancata realizzazione del parco eolico, «vanno a coprire spese ‘‘una tantum’’ – ha aggiunto Tuoro – come un rimborso. Con la stesura del bilancio di previsione 2016 andremo a vedere se e come vincolarli».

«Abbiamo fatto un buon lavoro – è quello che ha voluto sottolineare l’assessore al Lavoro e alle Partecipate Marco Savignani – e lo abbiamo fatto solo leggendo un contratto». Un’attualizzazione vantaggiosa per la città, l’hanno definita, tra i consensi di qualche consigliere ed attivista presenti in conferenza, con l’assessore Manuedda rimasto a guardare senza intervenire. «L’opposizione a Roma alla sede di Enel – ha aggiunto Savignani duro contro i consiglieri di minoranza – è roba da avanspettacolo. È un modo di fare politica pietoso». 

Rimangono però i dubbi sulle date e sulle modalità con cui si è arrivati a questo accordo. Tutta la maggioranza era a conoscenza di quanto sottoscritto dal sindaco Portavoce? Dalle dichiarazioni degli ultimi giorni non sembra proprio così. E poi, essendo stato sottoscritto l’11 dicembre, con il bonifico arrivato il 15, come mai non è stata data comunicazione in Consiglio il 14 dicembre? «Non era necessario – ha detto Savignani – ci hanno chiesto riserbo. E poi c’erano pressioni, tante e fastidiose. E comunque volevano attendere la ratifica in Giunta e nel cda di Enel».   

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