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Orto botanico, topi e sterpaglie nel parco verde

Orto botanico, topi e sterpaglie nel parco verde

Nell’abbandono e nell’incuria l’area che una volta era location preferita per manifestazioni e spettacoli. L’associazione ‘‘Officine del Tirreno’’ prenderà finalmente in gestione il giardino

SANTA MARINELLA – Una volta era considerato la location per eccellenza delle manifestazioni e degli spettacoli estivi organizzati dal Rione Maiorca. Oggi, l’Orto Botanico, un parco verde che si affaccia sul Tirreno a Lungomare Marconi, è diventato un ricettacolo di topi e di sterpaglie, abbandonato da anni a se stesso. Purtroppo non ha avuto la fortuna di altri parchi che sono stati dati in gestioni alle associazioni e che oggi godono ottima salute. L’orto Botanico sembra non interessare a nessuno e quindi sta deperendo sotto i colpi del tempo che passa. Qualche tempo fa, l’associazione ‘‘Officine del Tirreno’’, seconda classificata nel bando di gestione promosso dall’amministrazione comunale, ha iniziato, grazie all’aiuto di alcuni volontari, a ripulire la vasta area verde ridotta a uno sterpaio. La Onlus Nuovi Orizzonti, che aveva vinto il bando pubblico, rinunciò alla gestione dell’Orto Botanico a causa della presenza di alcuni vincoli paesaggistici che avrebbero impedito l’attuazione di un progetto, che prevedeva la nascita, all’interno del parco, di un punto ristoro e di una pizzeria. La Nuovi Orizzonti, però dal momento che si era aggiudicata il bando, avrebbe dovuto provvedere alla manutenzione dell’area verde e riaprirla al pubblico. In caso contrario, l’amministrazione comunale, avrebbe dovuto revocare la concessione. Nulla di tutto ciò è avvenuto e tra le numerose proteste di turisti e residenti, il parco è rimasto sempre inagibile. Il Comune, dopo altri mesi d’inerzia, ha finalmente chiesto all’associazione le Officine del Tirreno se fosse ancora interessata ad acquisirne la gestione. Dopo qualche iniziale remora, i soci della onlus, che dovranno versare al Comune anche un canone di circa duemila euro, hanno deciso di accettare. Chiaramente dovrà ripulire il giardino lasciato nell’incuria e nell’abbandono, nell’intento di far nascere un vero spazio pubblico, coinvolgendo anche degli sponsor privati interessati magari a creare delle aiuole fiorite o a fare delle esposizioni. L’area ben si presta a ospitare attività culturali, ludiche lezioni di yoga, sempre nel rispetto dell’ambiente e della quiete pubblica. (Gi.Ba.)

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