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"Faremo ricorso e combatteremo"

"Faremo ricorso e combatteremo"

Denuncia della cooperativa Pixi sull’esito del bando sull’assistenza educativa. I lavoratori: "Vogliamo che il nostro lavoro venga rispettato"

LADISPOLI – Emergenza sociale. E’ questo quello che ha denuncia la cooperativa Pixi ieri mattina sul social network Facebook sulla gara dell’affidamento del servizio di ‘Assistenza educativa domiciliare e di gruppo per minori’’. «La cooperativa Pixi  – raccontano i soci – ha perso una gara importante, l’unico progetto che avevamo con i comuni di Ladispoli e Cerveteri, il progetto di ‘‘Assistenza educativa domiciliare e di gruppo per minori’’.

«Il nostro in particolare – spiega la cooperativa – è nato per sostenere i nuclei familiari in difficoltà evitando così l’istituzionalizzazione dei minori. Ora, sulla carta non è più un nostro progetto. Sulla carta, non nei fatti. La cooperativa a cui ora è stato affidato il progetto, infatti, lo ha gestito anche nel periodo Aprile 2014 Dicembre 2015, ma durante questa gestione non è stata in grado di prendere in carico tutto il servizio, molte delle persone assistite al tempo della nostra gestione sono rimaste a carico nostro, gratuitamente, in attesa del passaggio dei casi, passaggio che non c’è mai stato».

«In questi mesi, non appena siamo tornati ad occuparci di queste storie interrotte – continua Pixi – abbiamo raccolto testimonianze e storie di vita che rendono conto in maniera evidente che una frattura nell’intervento sociale che ha caratterizzato le loro storie c’è stata, e non è stata una frattura priva di conseguenze». Per la cooperativa Pixi chi si è aggiudicato ora il bando non è in grado di gestire la situazione e la realtà delle persone assistite e si domanda: «Perché gli è stato riaffidato il servizio? Vogliamo una risposta chiara e inappuntabile. Perché ad oggi non la conosciamo. Abbiamo deciso di non accettare supinamente questa decisione. Siamo curiose di vedere quali sono stati i criteri di aggiudicazione del punteggio. Lo sconto al ribasso sulle vite di cittadini fragili che hanno dei diritti non lo accettiamo. Vogliamo che il nostro lavoro venga rispettato e il solo modo di rispettarlo è fare in modo che venga riconosciuto e valutato per quello che è. Per questo faremo ricorso, per questo  combatteremo: per i diritti dei nostri utenti perché nessuno sia lasciato per strada. A prescindere da progetti o gare d’appalto vinte la la Pixi in circa 20 anni di attività si è trasformata in una piccola ma coesa comunità, fatta di gente solidale. La rete messa in essere negli anni è talmente vasta che non si può credere possa sparire con un colpo di spugna. Noi ci siamo, rappresentiamo non solo una piccola cooperativa ma anche una vasta area sociale, a cui l’amministrazionelocale dovrebbe rendere conto».

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