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"Agraria: situazione inaccettabile"

"Agraria: situazione inaccettabile"

TARQUINIA. I consiglieri di centrodestra non hanno partecipato alla seduta di ieri: «La scelta di Ciuferri presidente del consiglio non riscuote consenso unanime»

TARQUINIA – «Senza una maggioranza non si può andare avanti. Abbiamo scelto di non partecipare alla seduta di ieri sera ed a quella prevista oggi pomeriggio perché riteniamo inaccettabile ciò che si sta verificando all’interno della coalizione Blasi. Non vogliamo assolutamente entrare nelle loro beghe politiche. Credo sia doveroso però ricordare che l’assenza dei consiglieri Bacciardi e Boni forse testimonia che qualcosa non va e che il nome di Patrizia Ciuferri quale Presidente del Consiglio non riscuote consenso unanime tra le forze di maggioranza».

Lo dichiarano i consiglieri di centrodestra dell’Università Agraria di Tarquinia, spiegando che se non si hanno i numeri per governare bisogna prenderne atto e agire di conseguenza. «Il nostro senso di responsabilità è durato fin troppo – si legge in una nota di Manuel Catini, Alessandro Guiducci, Alberto Tosoni, Andrea Serafini,  Roberto Fanucci e Silvio Torresi – oggi diciamo basta. Siamo stati in aula ben tre volte sulla votazione per l’elezione del Presidente del Consiglio nonostante senza di noi la seduta andava deserta; sulla terza votazione abbiamo voluto essere ugualmente in consiglio mantenendo il numero legale con la speranza che potesse uscire dalla maggioranza un Presidente; abbiamo sempre espresso, differentemente da loro, un nome unanime per la carica di Presidente; ci siamo visti sottrarre un consigliere in maniera illegittima per una libera interpretazione dello statuto e nonostante questo non siete riusciti ad eleggere un Presidente; abbiamo chiesto alla maggioranza di votare un nostro consigliere per superare questo stallo e non abbiamo ricevuto nessuna risposta». «Oggi non possiamo più avallare questa situazione – proseguono i  sei consiglieri dell’Università Agraria – e l’assenza alla seduta di ieri sera ne è la testimonianza. La nostra presenza è determinante ai fini dell’elezione del Presidente del Consiglio così come recita lo statuto all’articolo 15 comma 4 pertanto pretendiamo ascolto e rispetto per tutti quei cittadini che hanno scelto di accordarci la fiducia. Il nostro modo di amministrare e la nostra unità è un esempio che la maggioranza dovrebbe prendere in seria considerazione ma purtroppo quando a prevalere sono leadership o tanto altro non si fa mai giorno».

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