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Fondo immobiliare, troppi dubbi e poco tempo

LE 10 CRITICITA'. Ecco perché il bando per la costituzione del fondo immobiliare del Comune ha subìto già 4 rinvii e probabilmente andrà deserto anche il 29

LE 10 CRITICITA'. Ecco perché il bando per la costituzione del fondo immobiliare del Comune ha subìto già 4 rinvii e probabilmente andrà deserto anche il 29

CIVITAVECCHIA – Dopo la quarta proroga in meno di 3 mesi, per evitare che la gara andasse deserta, ora si attende la nuova e definitiva (?) scadenza delle ore 12 del 29 dicembre per il bando per la costituzione del fondo ad apporto pubblico del Comune di Civitavecchia. Un progetto che fin dalla sua presentazione, l’estate scorsa, con l’inserimento nel bilancio di previsione 2015 di 5 milioni di euro (di cui 3 nella parte corrente e 2 in conto capitale) ha destato non poche perplessità soprattutto nella minoranza. Dubbi e criticità che abbiamo riassunto nei 10 motivi principali per cui il bando rischia seriamente di fallire. Una eventualità che da tempo ha ben presente anche il sindaco Antonio Cozzolino che – sebbene non lo ammetterà mai – non a caso tra novembre e inizio dicembre ha intensificato i suoi incontri con Enel per portare a casa la modifica dell’accordo del 2008 e i 7 milioni di ‘‘acconto’’ che a suo avviso dovrebbero a questo punto sopperire ad altrettante mancate entrate. 

Ecco dunque in sintesi i principali dubbi di chi dovrebbe anticipare 5 milioni di euro ‘‘al buio’’. 

1 MANCANZA DELLO STRUMENTO URBANISTICO APPROVATO A FIUMARETTA

L’assessore Massimo Pantanelli nell’illustrare il progetto, che prevede 140.000 metri cubi di costruzioni tra albergo e centro commerciale, ha specificato che per conferire all’area l’adeguata destinazione urbanistica si sarebbe adottato un iter semplificato, che avrebbe consentito di risparmiare molto tempo, arrivando in circa 6 mesi ad avere il definitivo via libera urbanistico. ai sensi dell’art. 58 del decreto legge 112/2008.

2 OSSERVAZIONI ALLA DELIBERA 90 DEL CONSIGLIO COMUNALE

La delibera, il cui iter formale di variante al Prg in realtà è partito con oltre un mese di ritardo, con la pubblicazione dell’avviso di deposito dei documenti della variante avvenuto solo lo scorso 22 dicembre, data dalla quale decorrono i 30 giorni per le osservazioni. Peraltro le prime osservazioni erano già state presentate nel normale periodo di pubblicazione della delibera dal Pd e dal sindacato Ugl. Si osserva tra l’altro «che il progetto adottato dalla deliberazione del Consiglio:

1) contrasta con l’art. 58 del decreto legge 112/2008 convertito con legge 133/2008 e successive modifiche, in quanto configura una variante al P.R.G. che non può essere approvata con la semplice procedura prevista da tale articolo ;

2) non si inquadra in una pianificazione strategica del territorio comunale in cui siano individuati almeno le soluzioni generali delle principali problematiche dell’assetto urbano futuro, con particolare riferimento all’area della ex centrale Fiumaretta in questione;

3) ignora completamente la straordinaria valenza strategica delle aree oggetto del PIAU e la necessità di individuarne destinazioni compatibili con la loro vocazione;

4) modifica unilateralmente i contenuti del protocollo d’intesa del 30 giugno 2004, senza che siano stati consultati né la cabina di regia né i singoli soggetti firmatari;

5) non rispetta in alcun modo gli impegni assunti dal Comune di Civitavecchia con tale protocollo e con i successivi accordi approvati;

6) vanifica le finalità del programma “Porti e Stazioni” e pone il Comune in una situazione suscettibile di forti contestazioni da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e degli altri Enti firmatari, nonché della Corte dei Conti in relazione al mancato rispetto delle procedure e delle finalità per le quali il Ministero ha erogato il finanziamento;

7) non ha riportato il parere del responsabile del Servizio Ambiente e Gestione del Territorio, ufficio comunale preposto alla pianificazione.

3 L’INCARICO ALL’ADVISOR

Non risulta alcun tipo di affidamento d’incarico all’advisor che ha accompagnato e guidato il Comune nel complesso procedimento amministrativo. A precisa domanda in consiglio comunale è stato risposto che – dopo una selezione andata deserta – l’amministrazione si è avvalsa di un protocollo d’intesa con la Fondazione Patrimonio Comune Anci che a sua volta aveva espletato una selezione per tali servizi. Ora, appare piuttosto strano  che per un servizio per il quale è previsto dal fondo stesso un compenso percentuale a 5 zeri, il Comune non abbia svolto una propria selezione.

4 LA PROROGA SU RICHIESTA DEI POSSIBILI PARTECIPANTI

La determinazione dirigenziale con cui il responsabile del procedimento Riccardo Rapalli poche ore prima della scadenza su richiesta di due soggetti privati ha concesso una proroga della scadenza del bando è evidente che pone seri dubbi sulla legittimità e la regolarità di tutta la procedura: probabilmente il dirigente avrebbe dovuto attendere comunque la scadenza del bando e poi, se fosse andato deserto, avrebbe dovuto pfar partire una nuova procedurta, anziché acconsentire alla richiesta di due potenziali partecipanti (probabilmente peraltro in futura associazione tra loro, non avendo una Sim da sola i requisiti soggettivi per partecipare alla selezione per Sgr). Il polverone sollevato dalla decisione del dirigente lascia presagire la possibilità di ricorsi o esposti alla Procura della Repubblica.

5 LA CLAUSOLA PER LA RESTITUZIONE DEI 5 MILIONI 

Il colpo di grazia alle possibilità del bando di non andare deserto lo potrebbe aver dato lo schema di convenzione approvato il 14 dicembre nella parte in cui si stabilisce che i 3 milioni di oneri plurinellai liqidati dalla Sgr per il primo anno, a seguito della sottoscrizione della convenzione, saranno restituiti dal Comune ove il procedimentoi non dovesse giungere a conclusione secondo le tempistiche stabilite, per fatto dovuto all’inerzia della pubblica amministrazione. E non per altri motivi (come ad esempio il protrarsi, anche senza inerzia, dei tempi per la variante, o un cambio di amministrazione, ecc.). In Italia, quando mai, carte alla mano, si riesce a dimostrare l’inerzia della PA? Come dire che quei soldi difficilmente tornerebbero comunque indietro, se non dopo probabilmente anni e anni di contenzioso.

6 LA LOCATION DELL’ALBERGO DEI ‘‘5 SENSI’’ 

Si è già detto dei dubbi circa la location di Fiumaretta per un albergo di lusso, tra bonifiche del sottosuolo da fare, depositi costieri, cimitero, depuratore con i suoi liquami e ‘‘profumi’’, autostrada che corre a due passi dalla struttura. Quell’area per vocazione naturale dovrebbe essere destinata al porto ed alla logistica.

7 IL PROGETTO DEL FATTORI E IL RIPENSAMENTO DI COZZOLINO & C.

Il progetto relativo allo stadio Fattori venne proposto pari pari dalla giunta Tidei. Allora mezza città insorse e tra i cittadini pronti a firmare e a raccogliere firme per bloccare lo ‘‘scempio’’ c’era proprio Antonio Cozzolino. Che nel frattempo, anche su questo, pare aver cambiato idea.

8 LA CASERMA STEGHER E GLI ALTRI BENI DEL DEMANIO

Alcuni beni tra quelli inseriti nel piano complessivo per la costituzione del fondo (come la caserma Stegher ed altri immobili) nono sono neppure della disponibilitò del Comune. Da anni si cerca di sdemanializzarli, finora inviano. 

9 L’ESEMPIO DI ALTRI COMUNI ED ENTI

Basta guardarsi intorno e rendersi conto dello scarso successo di piani di questo genere in tutta Italia, vuoi per le condizioni del mercato immobiliare e del Rael Estate, vuoi soprattuto per la complessità dei procedimenti che di solito richiedono tempi biblici, che nel caso di Civitavecchia non ci sono mai stati, per inserire i 5 milioni nel bilancio 2015. 

10 I DUBBI DELLA CORTE DEI CONTI

L’amministrazione ha dovuto giustificare l’utilizzo di parte dei fondi tra le entrate correnti e quindi sulla spesa corrente. Al di là della validità o meno delle ragioni addotte, se il 29 non si presenterà nessuno, ci sarà da chiarire alla Corte non come saranno utilizzati i fondi, ma il fatto che non siano proprio entrate le risorse su cui si basava il piano di riequilibrio della giunta Cozzolino per uscire dal pre-dissesto già dichiarato dalla Corte dei Conti stessa. 

Senza contare che dell’altro ‘‘pilastro’’ del piano, la Newco, nonc’è ancora traccia e per stessa ammissione del Sindaco forse se ne riparlerà ad aprile.

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