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Giallo sulle spese della Cri. Guaragno: "Solo menzogne"

Giallo sulle spese della Cri. Guaragno: "Solo menzogne"

TARQUINIA – Si parte dai regali di Natale ai bisognosi per attaccare violentemente la gestione della Croce Rossa Italiana di Tarquinia. L’associazione offre tra i pacchi natalizi anche biscotti alla nutella, birra e gelato, e tanto basta per far gridare allo scandalo. Nessun atto di accusa ufficiale da parte dei volontari, ma alcuni quotidiani preferiscono ugualmente accendere i riflettori su una questione che trovano paradossale.

La professionalità dei volontari Cri non viene minimamente intaccata dal contenuto dei pacchi natalizi, eppure si apre il fuoco contro il presidente regionale Adriano De Nardis, spostando poi l’attenzione sul bilancio e in particolare sulle spese di carburante e su quelle di cancelleria, fino a parlare di presunte attività della Guardia di finanza che vedrebbero nel mirino proprio la gestione Cri. E negli articoli si demonizza la privatizzazione, si ribadisce che bisogna fare beneficenza solo con i generi di prima necessità e si lasciano intendere sperequazioni nell’assistenza ai più bisognosi. 

Sulla questione è intervenuto il presidente della Croce Rossa Italiana di Tarquinia, Francesco Saverio Guaragno: «Non c’è nulla di vero in quelle accuse – ha spiegato – personalmente non ho mai comprato quella roba e degli acquisti si occupa l’Area 2. Pago regolarmente le fatture – ha precisato – ma rappresentano la spesa che i volontari consegnano ai bisognosi». Guaragno ha fatto il punto anche sulle accuse legate alle spese di carburante e di cancelleria che sarebbero eccessive stando alle accuse: «I nostri veicoli sono a benzina – ha riferito il numero uno della Croce Rossa tarquiniese – e il carburante consumato ovviamente è rapportato ai chilometri percorsi dai mezzi, che sono tutti documentati. Per quanto riguarda invece le spese di cancelleria – ha aggiunto Guaragno – sono state accorpate a quelle di rappresentanza. In quella voce sono inseriti anche i soldi spesi in rappresentanza ogni volta che partecipiamo al lutto che colpisce un nostro volontario». Insomma, una vicenda ingarbugliata, ancora da chiarire, scappata fuori a pochi mesi dalle prossime elezioni della Cri. Non avendo contezza di inchieste in atto, di favoritismi e di teste che potrebbero saltare, ci limitiamo a riportare i fatti, ribadendo l’importanza del lavoro svolto dai volontari Cri di Tarquinia e stabilendo un principio sacrosanto: sarà anche vero che i pacchi debbano contenere solo generi di prima necessità, ma anche ai bisognosi, almeno a Natale, fa piacere ricevere un dolce o una bottiglia di birra tra i pacchi di pasta.

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