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Precari, Mazzola: "Occorre un'assunzione di responsabilità"

Precari, Mazzola: "Occorre un'assunzione di responsabilità"

TARQUINIA – «In prossimità delle festività natalizie il mio pensiero continua ad essere rivolto alla dolorosa vicenda dei 46 lavoratori precari che non prestano più servizio presso questa Amministrazione, avendo concluso i loro contratti il 31/12/2014». Lo dichiara il presidente della Provincia di Viterbo e sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola.

«Hanno tutta la mia solidarietà – afferma – ma per pensare alla possibilità di acquisire personale tenendo in debita considerazione le professionalità di chi ha già lavorato in determinate funzioni, così come ribadito dal ministro Madia, in occasione della sua visita a Viterbo, è corretto e necessario rimanere sempre nei limiti imposti dalla legge. Sulla vicenda occorre assumersi una responsabilità concreta ed attiva  – si legge nella nota –  ed io sono pronto a farlo, per individuare una soluzione attraverso un iter legittimo, nel pieno rispetto della normativa vigente in materia. Per questa ragione il Consiglio Provinciale che si tenuto ieri (martedì) ha votato un ordine del giorno per chiedere l’autorevole supporto degli onorevoli Fioroni, Mazzoli e Terrosi, invitandoli ad impegnarsi per inserire un emendamento nel decreto Mlilleproroghe. Il fine è quello di delineare un percorso trasparente, una previsione che supporti fattivamente l’eventuale rientro dei lavoratori precari dell’Ente, qualora si possa derogare dal divieto di cui al comma 420, lettera f) della Legge 190/2014. E’ importante poter far conto su chi ha la forza e la facoltà di inserire a livello normativo una previsione che supporti fattivamente la possibilità del loro rientro».

«L’approvazione del decreto Milleproroghe ormai è prossima – conclude Mazzola – e dobbiamo, pertanto, essere pronti ad operare subito, qualora la normativa ce lo consenta, per consentire il rientro di questi lavoratori. La questione, oramai, riveste somma urgenza poiché da 12 mesi questi lavoratori sono senza occupazione. Dobbiamo lavorare tutti insieme, utilizzando al meglio i pochi strumenti a disposizione».

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