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Quello che i grillini (oggi) non dicono

Quello che i grillini (oggi) non dicono

ANTOLOGIA A 5 STELLE. Le dichiarazioni sui soldi Enel del sindaco Cozzolino, degli assessori Tuoro e Manuedda e dei consiglieri comunali nei verbali ufficiali delle sedute all’Aula Pucci e nelle note M5S

Oggi dunque prendere i soldi da Enel non è più un problema per gli amministratori pentastellati, che sostengono che si tratti addirittura di ‘‘imposte dovute’’ (ma è evidente che non è il caso del contributo aggiuntivo all’Imu già versata dall’Enel, che è stato contrattato dal Sindaco avendo come riferimento l’Imu, ma che non è di certo un’imposta) o semplicemente della ‘‘attualizzazione dell’interpretazione’’ dell’accordo di Moscherini nel 2008. Insomma, ci si arrampica sugli specchi pur di negare l’evidenza e la sostenza di quello che – a tutti gli effetti – appare come un nuovo accordo. Probabilmente, per molti grillini, si tratta anche di trovare una scusa buona per non sconfessare quanto affermato a più riprese e non solo in campagna elettorale, ma anche e soprattutto nelle sedi ufficiali, come si evince dai verbali del Consiglio Comunale. 

Iniziamo con Emanuele La Rosa, nel consiglio comunale del 17 luglio 2014.

«…Qualcuno potrebbe immaginare di prendere una scorciatoia chiamando l’ENEL per farsi dare 7-8 milioni o monetizzando qualche lavoro pur nella consapevolezza che queste scorciatoie non sarebbero sufficienti a tamponare la situazione… D’altronde, dal 2008 al 2013 sono arrivati in cassa 60 milioni che sono stati usati, e tengo a precisare con il termine “irritualmente”, per la spesa corrente… È nostro giudizio che questi soldi arrivati abbiano reso pigra l’Amministrazione e cioè, se mi arrivano 60 milioni di euro, magari smetto di lavorare, smetto di fare i compiti a casa e quando smetto di fare i compiti a casa e i soldi non si sono più perché li ho finiti, finisco povero in canna, ed è esattamente quello che è successo a questo Comune: i soldi stanno finendo, l’ENEL non versa più nulla e peraltro non possiamo farci ricattare la salute per questo per cui l’Amministrazione ha tanti soldini mentre la gente muore di cancro. Allora poiché le cose sono in questi termini, questa Amministrazione ha deciso di non utilizzare i soldi dell’ENEL e di fare i “compitini” a casa: per questa ragione è necessario disintossicarsi da questa overdose di soldi arrivati e spesi in maniera irrituale e di cui la città non si è affatto accorta…» 

Sulla stessa linea Fulvio Floccari:

«…Riguardo la triste vicenda della gestione della montagna di denaro che l’ENEL ha riversato sulla città; non voglio volutamente fare riferimento al possibile scambio che c’è stato in relazione all’ultimo rinnovo dell’AIA opera dell’uscente Amministrazione Tidei, però vorrei darvi garanzia che è impegno credo personale di ognuno di noi che non accada nuovamente ciò che è accaduto: il Comune deve imparare a stare in piedi sulle sue gambe, se poi vengono fondi di ENEL a parziale compensazione, ben vengano ma dovranno essere utilizzati non per la spesa corrente ma per progetti per la città, per finire ciò che l’ENEL ha preso l’impegno di portare a compimento (cosa che non ha fatto), per altri impegni che le passate Amministrazioni non hanno difeso, per cui inviterei i colleghi a un pochino di umiltà e a scendere dalla cattedra perché non credo che il recente passato della città li metta in condizione di darci lezione».

Il sindaco Antonio Cozzolino il 26 agosto 2014 affermava: «…i soldi di Enel sono stati la più grande disgrazia che questa città abbia mai vissuto dal 2005 ad oggi, la più grande disgrazia».

Il 12 settembre 2014 il primo cittadino rincarava la dose:

«…gli argomenti sono sempre gli stessi: dobbiamo andare a prendere i soldi da ENEL, dobbiamo perpetrare nell’errore, perché evidentemente è l’unica maniera che si conosce per fare politica.

… Se non usciamo da questo giochetto, questa città è finita. Se ci saranno ripercussioni pesanti sul bilancio, non sarà certo per colpa nostra, ma per colpa di chi questo giochetto lo ha portato avanti negli anni e se n’è bellamente fregato, perché è meglio andare a chiedere i soldi a ENEL, piuttosto che andarli a chiedere ai cittadini…».

Sulla stessa linea l’assessore al Bilancio Florinda Tuoro che negli stessi giorni aveva dichiarato che «i civitavecchiesi devono capire la cultura della tassazione».

«…Quindi tutti questi fondi che sono entrati nella spesa corrente, addirittura anticipazioni pure per i futuri anni da ENEL, per accordi futuri, non hanno fatto altro che servire a coprire solo la spesa corrente. Non si è fatto investimento, cosa che invece andava fatta: su fondi ENEL andavano fatti investimenti, andavano create infrastrutture. Questo non è stato fatto. 

«A parte che l’utilizzo della spesa corrente è improprio e comunque sarà rilevato e sanzionato, probabilmente, dalle varie ispezioni che sono state sollevate. Quindi non vedo perché questo suggerimento di prendere i soldi ENEL ci viene dato ricorrentemente, come se fosse una pratica lecita e possibile».

Dulcis in fundo, nella stessa seduta, ancora l’immancabile Emanuele La Rosa:  «…sappiamo che per il carbone, invece, muore una persona al giorno, ogni anno sono 365 persone, dal 2003 sono circa 3000 anime che se ne sono andate per via del carbone. Se ne vanno via perché i Comuni fanno compromessi con ENEL, perché non è pensabile che… l’ENEL non è una onlus, l’ENEL è una S.p.A. I suoi creditori sono le persone che percepiscono i dividendi. … Non c’è un accordo. E sono stati tra l’altro utilizzati per la spesa corrente. È un dato di fatto. Ma secondo voi l’ENEL i soldi ce li dà per nulla, oppure magari in futuro qualcuno potrebbe chiedere – così – bruciate i CDR a Civitavecchia…. Allora, poiché noi con ENEL pretendiamo un rapporto di chiarezza, pretendiamo tutte le tasse, pretendiamo che paghi quello che è di dovere; però vogliamo essere liberi, liberi di dire «no» a quello che propone, qualora ci dovesse essere o l’incremento del carbone, come è successo per l’AIA, o eventualmente a nuove proposte tipo bruciare i rifiuti di Roma. Allora io non voglio che il Comune sia ricattabile con dei soldi che oggi ci dà, domani non ce li dà più e fa fallire il Comune».

L’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda invece negli stessi giorni parlava attraverso una nota pubblicata sul sito del M5S di Civitavecchia: «Grazie alla nostra scelta di non accettare finanziamenti ENEL che, per loro natura, oltre a costituire un’inaccettabile monetizzazione della salute, hanno finora privato il Comune della necessaria indipendenza nelle valutazioni riguardanti la centrale a carbone, sono certo che il Consulente Tecnico incaricato dall’Amministrazione, così come gli altri consulenti che saranno individuati per gli aspetti collegati alle emissioni dell’impianto, potrà operare senza condizionamenti a esclusiva tutela dell’interesse pubblico».

(1 – continua)

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