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"Banche, assordante silenzio"

"Banche, assordante silenzio"

Il responsabile della Confcommercio Tullio Nunzi analizza la situazione cittadina ed invita l'amministrazione ad intervenire su più fronti

CIVITAVECCHIA – “Le imprese che vivono di domanda interna, come quelle del commercio del turismo e dei servizi più di altre hanno pagato, anche a Civitavecchia, il prezzo di una profonda crisi”. Lo  ha sottolineato il rappresentante della Confcommercio Tullio Nunzi.

“Da anni è in atto un crollo dei consumi, una pressione fiscale da record nazionale, limitato accesso al credito, burocrazia complicata e costosa – ha spiegato – in qualche modo qualche modo alcune previsioni danno minimi segnali di speranza e ripresa, anche nella nostra città, ma ovvio che è necessario un cambio di programma anche dell’amministrazione comunale. Il recente accordo con l’Enel allontana l’ipotesi assai credibile di un default comunale; per evitare il rischio che l’economia di questa città possa passare dalla recessione alla stagnazione è necessario ridurre immediatamente le tasse su famiglie ed imprese, che hanno raggiunto livelli inaccettabili e che impediscono la ripartenza della domanda interna. Una politica fiscale al massimo, così come è stata prevista dall’amministrazione, è un ostacolo al miglioramento della domanda delle famiglie ed un macigno per lo sviluppo e la crescita delle imprese”.

Nel 2015 hanno chiuso 40 mila esercizi, che si vanno ad aggiungere ai 60 mila che hanno abbassato le saracinesche nel 2014.  “Il nuovo anno veda l’amministrazione comunale in prima fila per avviare tre priorità – ha sottolineato Nunzi – meno tasse, meno burocrazia, più consumi; ed in particolare più credito alle aziende per sostenere in un momento così difficile gli investimenti. Ma nei confronti del sistema bancario in questa città c’è sempre stato un assordante silenzio, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti”.

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