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Paola Rocchi: «La giunta cambi idea sui sorpassometri»

Paola Rocchi: «La giunta cambi idea sui sorpassometri»

S. MARINELLA – Il progetto voluto dall’attuale maggioranza che prevede la collocazione dei sorpassometri e di una sostanziale presenza di telecamere sul territorio cittadino non è particolarmente gradito al consigliere comunale di opposizione Paola Rocchi, che reputa più importante rafforzare l’organico presente nel Comando della Polizia locale invece di impiantare strumenti per la rilevazione della velocità e gli occhi di falco. «Per quanto riguarda la faccenda dei cosiddetti sorpassometri – commenta la Rocchi – dico che la giunta comunale è ancora in tempo per cambiare idea. Ha approvato il progetto, ma non ha firmato nessun contratto e prima che l’Anac risponda, sarebbero necessarie ulteriori riflessioni, che evidentemente la maggioranza non vuole fare. In teoria, lo scopo delle telecamere a costo zero per controllare le strade, sarebbe quello di abbattere i rischi di sinistrosità, ma la logica che emerge dalle due delibere appare piuttosto quella di multare chi non rispetta il codice della strada, non di impedire e prevenire che lo si faccia. E purtroppo le cose sono ben diverse e non necessariamente collegate. Inoltre, c’è una delega al controllo del territorio chiarissima e cioè che ci penseranno le telecamere. O meglio tutto si basa sulla promessa di acciuffare i ladri, una volta che abbiano commesso un reato. Come se questo potesse ripagare del danno fatto». «Non a caso il progetto approvato dalla giunta – continua la Rocchi – si compone di novanta pagine di spiegazioni scientifiche e tecniche e di algoritmi. È il mestiere della società che ha proposto il progetto e sarebbe stato compito della giunta analizzare anche altri aspetti e indicarli in delibera, cosa che invece non è avvenuto». La rappresentante della lista civica Un’Altra Città è Possibile poi risponde ai suoi denigratori. «Siamo in una città in cui non si può parlare, non si possono porre questioni sulla regolarità dei fatti amministrativi e se uno lo fa viene additato – afferma la Rocchi – mi accusano di essere invidiosa. Questa è una città in cui i ruoli non esistono. Se governi nessuno ti può disturbare. Se fai l’opposizione, meglio che stai zitta. Un anno fa la piscina chiudeva e qualcuno andava dicendo che era colpa mia. Ovviamente è del tutto falso. Ora pare che siano diventati più rigorosi nei confronti dei contributi alle associazioni, e vanno dicendo che è colpa mia. Io ho solo posto delle questioni sulla regolarità visto che i soldi sono di tutti, che non volevano colpire nessuno in particolare. Ora ho protocollato un’interrogazione sull’occupazione del suolo pubblico e sul decoro». «L’impressione è che ognuno faccia come vuole in questa città – conclude la consigliera – e questo non vuole dire mettere insieme i legittimi interessi degli esercizi commerciali con un’idea di decoro e bellezza. Io penso che bar e ristoranti debbano essere messi nelle condizioni di guadagnare di più, ma in modo ordinato, uguale per tutti. In caso contrario significa che la città è di alcuni e non di tutti».

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