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Messa in mora, Usb: "Lavoratori e sindacati non devono restituire nulla"

Messa in mora, Usb: "Lavoratori e sindacati non devono restituire nulla"

CIVITAVECCHIA – L’Usb dice la sua in merito alla questione dei salari ‘‘indebitamente percepiti’’.
L’Unione sindacale di base, con una metafora, cerca di spiegare il suo punto di vista sulla faccenda: «Il gioco dell’omonero o il cetriolo in mano all’ortolano, in questo caso il totem si indirizza ai lavoratori e sindacalisti. Peccato – aggiungono – hanno vinto lavoratori e sindacalisti ed il cetriolo o totem torna indietro – entrando quindi nel dettaglio – in merito alla richiesta di restituzione fondi del Salario accessorio 2008-9-10 “indebitamente percepiti” – spiegano nel comunicato – stiamo assistendo in questi giorni ad una serie di inesattezze e sproloqui sui giornali e quotidiani da parte di chi si erige a moralizzatore dei beni pubblici e di chi difendendosi dagli attacchi incolpa altri: della serie “giochiamo all’omonero – ovvero il cetriolo in mano all’ortolano”. Tutti addossano colpe agli altri come se l’ultimo che rimane con l’omonero o cetriolo dovesse pagare per tutti. Noi prendiamo le distanze da tutti e ragioniamo con i fatti cioè le sentenze definitive che impongono le soluzione di legge».

Ma l’Usb attacca anche la giunta pentastellata: «Non è certo un merito, come non dovrebbe essere un vanto, per questa amministrazione, l’azione messa in piedi per il recupero di somme del salario accessorio 2008-9-10, è infatti un teorema orchestrato da Renzi, allora sindaco di Firenze, e i suoi collaboratori di giunta che volevano, nei fatti, tagliare e recuperare anche ingenti somme percepite dai lavoratori “per attività effettivamente svolte”». L’Unione sindacale di base passa quindi a snocciolare alcune sentenze: «Su ricorso della Usb, Cgil, Uil e Cobas ora le sentenze, n° 888/2015  del 04/09/2013 Tribunale ordinario di Firenze e  n° 14689/2015  del 14/07/2015  Corte di Cassazione a sezioni riunite, che smontano completamente il teorema politico orchestrato a suo tempo dalla giunta Renzi ai danni della totalità dei lavoratori e delle lavoratrici, compresi i precari, del comune di Firenze, unitamente a tutti i sindacalisti che firmarono quegli accordi e ci sono inoltre tutte le modalità previste per l’eventuale recupero delle somme.  Pertanto i lavoratori e i sindacalisti firmatari degli accordi non dovranno restituire nulla – concludono – le eventuali somme invece dovranno essere recuperate al limite nei fondi successivi».

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