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Morte al pronto soccorso: aperta un'inchiesta

Morte al pronto soccorso: aperta un'inchiesta

Anche la Asl, così come la magistratura, vuole fare luce sul decesso dell'83enne Saveria R. Già acquisita una relazione scritta. Il direttore generale Giuseppe Quintavalle ed il sindaco Antonio Cozzolino vicini al dolore della famiglia

CIVITAVECCHIA – Sono due le indagini per fare luce su quanto accaduto la vigilia di Natale all’interno del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Vittima l’83enne Saveria R. di Santa Marinella, morta in circostanze misteriose. La famiglia della donna chiede spiegazioni e vuole sapere come sono andate realmente le cose. Stessa cosa vuole fare la magistratura, che ha già aperto un fascicolo sul caso, e la Asl RmF, con la direzione aziendale che ha disposto una verifica interna, acquisendo già una relazione scritta da parte dei diretti interessati.

Dalle prime informazioni raccolte dalla Asl risulta “che la paziente era arrivata il  24 dicembre alle 12.55 al Pronto Soccorso, dove veniva registrata e dove le veniva attribuito un codice giallo – spiegano i vertici della RmF – il triage terminava alle 12.58 e subito dopo veniva portata in sala visite. Alle 13.11 veniva aperta la cartella e visitata dal medico di turno per riferite palpitazioni. Veniva registrata come paziente affetta da varie patologie, con pregressi accessi e ricoveri in Pronto Soccorso per analoga sintomatologia. La paziente veniva sottoposta ad elettrocardiogramma, esami ematochimici completi, monitoraggio in continuo  dal medico di turno che effettuava anche la terapia necessaria e richiedeva  una radiografia del torace. Alle 13.50, terminata la terapia, è stata trasferita in Radiologia dove alle 14.22 è stato eseguito l’esame radiologico, ed intorno alle 14.55 rientrava in Pronto Soccorso e sistemata nella stanza grande dei codici verdi, dove erano in servizio alcuni infermieri, impegnati nelle cure igieniche e nella rilevazione dei parametri ai pazienti presenti. Un’ infermiera, che conosce personalmente i familiari – spiegano ancora dalla Asl – ha chiesto se poteva farli entrare per far vedere loro la paziente ed a quel punto, alle 15.05 circa, ci si rendeva conto della criticità della donna. Il fatto deve essere stato repentino perché la paziente era appena rientrata dopo aver fatto l’esame radiografico, senza alcuna segnalazione da parte dei medici e/o operatori della Radiologia. Il medico in servizio al Pronto Soccorso si accingeva quindi alla rivalutazione e prestava immediatamente le cure del caso trasferendola in sala codici rossi, iniziando le manovre di Rianimazione e facendo arrivare i medici rianimatori, peraltro prontamente intervenuti”.

Nonostante tutto questo è stato constatato il decesso della paziente che fino al quel momento, secondo la ricostruzione degli operatori, non aveva mostrato un quadro di emergenza.

“Le informazioni raccolte escluderebbero quindi che la paziente non sia stata assistita, o peggio, sia stata lasciata sola – hanno proseguito dalla RmF – in quanto risulta entrata all’interno del Pronto Soccorso intorno alle 13.10, e li abbia stazionato per circa 30 minuti nella fase iniziale, viva, monitorizzata, sottoposta ad Ecg e prelievi, quindi inviata in Radiologia dove ha eseguito gli accertamenti alle 14.22 , rimanendovi per circa 30 minuti, ed ha fatto subito dopo rientro in Pronto Soccorso, intorno alle 14.55 circa,  dove solo successivamente, e repentinamente, sarebbero accaduti i fatti. Parrebbe inoltre che nessun infermiere abbia mai comunicato ai familiari che la paziente sarebbe potuta rientrare a casa la sera stessa,  anche perché – hanno concluso – tra l’altro la paziente proveniva da una Rsa presso la quale era ospitata”.

Il Direttore Generale della Asl RmF Giuseppe Quintavalle, nel rivolgere alla famiglia le più sentite condoglianze, si dice in attesa dell’esito delle indagini della magistratura, “affinché si arrivi – ha spiegato – ad una chiarezza completa su una circostanza cosi triste”. 

Anche il sindaco Antonio Cozzolino si unisce al dolore e alle condoglianze. “La vicenda della nostra concittadina deceduta il 24 dicembre presso l’ospedale San Paolo – ha commentato il primo cittadino – dimostra come, nonostante molto sia stato fatto per migliorare la condizione del nosocomio cittadino, ancora molta strada resti da percorrere. Come primo cittadino sono vicino al dolore della famiglia nella certezza che la Asl e la magistratura chiariranno nel dettaglio le circostanze di questo triste episodio; posso affermare che resterò in contatto costante con la direzione aziendale perché venga fatta la massima chiarezza possibile”.

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