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«Troppe associazioni solo per cercare una collocazione»

«Troppe associazioni solo per cercare una collocazione»

Pierluigi D’Emilio analizza la situazione in città. «Ottanta realtà su 21mila residenti non è un bene»

S. MARINELLA – Si è concluso da poco l’iter che permette alle associazioni locali di iscriversi nell’apposito albo comunale. Questa era la condizione necessaria per poter accedere ai contributi stanziati dall’amministrazione, come previsto dalle norme che regolamentano l’aspetto del volontariato e del mondo associativo. La scadenza del 31 ottobre ha visto alcune associazioni fuori da quest’albo, per svariati motivi. Nessuno ha avuto nulla da eccepire su queste scelte, visto che è stata data ampia diffusione da parte dell’amministrazione comunale sui modi e sui tempi che regolamentavano tale iscrizione. «Il problema che sorge è un altro – dice il blogger Pierluigi D’Emilio, titolare del web magazine Pyrgi.It – cioè se calcoliamo che a Santa Marinella siamo circa 21mila residenti e risultano iscritte all’albo comunale 80 associazioni, facendo un rapidissimo conteggio, scopriamo che c’è una associazione ogni 262 abitanti. Questo vuol dire che Santa Marinella è impegnatissima nel sociale e nel volontariato? Come mai allora non si vede nulla in città ad esclusione di alcune rare eccezioni che possano dare adito a questo tipo di situazione? Avete mai visto qualcosa che fosse diverso da una festa estiva, oppure da un evento sporadico? Ho sul mio computer tutte le determine dei contributi elargiti, inoltre potete trovare sul sito i dati relativi ai direttivi delle associazioni, dove si ritrovano i medesimi personaggi comparire in più associazioni, una volta come appartenenti al direttivo, in un altra come soci e così via. Il proliferare di innumerevoli associazioni non è da considerarsi un bene, ma un segnale allarmante di come la gente si organizzi per cercare una qualche forma di collocazione. È praticamente impossibile che una cittadina così piccola veda un fiorire di realtà associative in un numero che cresce di anno in anno». «Adesso so già che arriveranno le solite centinaia di email dove mi verrà detto di tutto – conclude D’Emilio – che me la prendo con chi fa volontariato, e che dovrei vergognarmi. E no cari signori, io non mi vergogno affatto, perchè come più volte ho detto e ribadito, io non sono contro il mondo dell’associazionismo. Io sono contro un sistema che sfrutta un valore importante come quello delle associazioni per costituire situazioni che ricevono contributi a rotta di collo a discapito di chi veramente con quei soldi potrebbe fare qualcosa di utile per la città».(Gi.Ba.)

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