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«Disorientati dall’improvviso risveglio amministrativo»

«Disorientati dall’improvviso risveglio amministrativo»

L’ingegner Aurelio Naso contesta l’invito del Comune, ai residenti di Colfiorito-Belvedere, a realizzare un depuratore ecologico

SANTA MARINELLA – «Ho deciso di inviare una lettera chiusa al sindaco perché, trattandosi di un problema relativo alle fogne, puzza». A parlare è l’ingegner Aurelio Naso, residente nella zona Colfiorito-Belvedere, soggetta ad una imposizione comunale che obbliga i proprietari delle abitazioni che non sono collegati alla rete fognaria a realizzare un depuratore ecologico che impegnerebbe i residenti a sborsare migliaia di euro. «Ho ricevuto, come altri centinaia di utenti nelle mie condizioni – dice l’ingegnere – una raccomandata da parte del Comune che inizia rendendoci edotti che siamo privi di rete fognaria comunale, perché quella esistente fu a suo tempo realizzata sotto dimensionata. La lettera prosegue chiedendo una dispendiosa documentazione tecnica sul sistema, perché già fornita al momento del rilascio dell’abitabilità. Si può giustificare per chi ne è privo, ma non si coinvolgono centinaia di persone per pochi casi già sanati dal condono pagato, anche per mettere a norma una fogna. Dal momento del rilascio dell’abilità, ad oggi, diverse cose sono cambiate. Nel 2006 l’Acea è subentrata al Comune nella gestione del sistema idrico e fognario, e nello stesso anno lo Stato ha emanato nuove norme che, nel 2011, la Regione ha rese più restrittive. In compenso, la Regione aveva messo a disposizione 10 milioni di euro per la rete fognaria di via Belvedere e Colfiorito, che non sono stati utilizzati. È evidente che i cittadini rimangono oltremodo disorientati da questa lettera perché, dopo decenni di silenzio tombale di tutta l’amministrazione, opposizione compresa, nemmeno la stampa è riuscito a scalfire. Da decenni, chi attende di potersi collegare alle fogne comunali, rimane oltremodo disorientato dall’improvviso risveglio amministrativo». «Inoltre – prosegue Naso – la norma è del 2011 e proprio ora che l’Acea sembrava poter dar via ai lavori, l’amministrazione si presenta con un oneroso cavillo burocratico a spese dell’utente, mentre dimostra una totale assenza dei tecnici comunali verso l’Acea. Per dare un senso logico all’operato dell’amministrazione, mi viene un sospetto, che la lettera serva a schermare altre realtà. Ad avvallare tale sospetto, mi sovviene che alcuni mesi precedenti alla ricezione della lettera sono stato invitato dai Vigili urbani a fornire informazioni sui pozzi della zona Belvedere, in quanto un esposto, purtroppo anonimo indirizzato all’Arpa sui pozzi inquinati della nostra zona, mi indicava come persona informata sui fatti». «Sarebbe oltremodo umiliante – conclude l’ingegner Naso – se a fare scoppiare un bubbone sia stato un esposto anonimo. Questo vuol dire che siamo privi di quel minimo di capitale sociale con cui si regge ogni comunità e che consente di sentirsi cittadini di quella località. Diversamente saremmo come una certa regione italiana che Vecchioni ha voluto giudicare, però senza altrettanta intelligenza». (Gi.Ba.)

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