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Leopardo ruggisce agli ex Dc

Leopardo ruggisce agli ex Dc

CIVITAVECCHIA – Il Partito democratico non riesce proprio a stare lontano dalle polemiche. D’altronde, con un segretario specialista in figuracce e imbarazzi interni, i mal di pancia tra i dem sono scontati. Questa volta nel mirino è finita una nota della segreteria Pd, guidata da Enrico Leopardo, con la quale vengono messe in evidenze le lacune dell’amministrazione grillina legate ai rapporti con l’Autorità portuale e al bando di Fiumaretta. Leopardo e i suoi contestano il fatto che l’amministrazione comunale che grida da sempre all’onestà, avrebbe a che fare con «i signori della Namira Sgr, che sembrerebbero assegnatari del famoso bando di Fiumaretta. La società è diretta dal Conte Carlo Radice Fossati Confalonieri – si legge nella nota contenente stranamente solo un piccolissimo passaggio su Paolo Scaroni e sull’Enel – già pizzicato da Di Pietro nell’inchiesta Mani Pulite e recentemente multato, assieme a tutto il cda e al collegio sindacale della Sgr da Bankitalia per numerose irregolarità amministrative. Radice Fossati – prosegue la segreteria Pd – è personaggio opaco, vicino alla politica, proveniente dalla Dc e approdato all’Udeur».

Dichiarazioni pesantissime, quelle della segreteria Pd, partito composto in gran parte proprio da ex democristiani come Carluccio, Stella e Angeloni. Gente che ha difeso a spada tratta e sostenuto in ogni modo la scelta del segretario Enrico Leopardo e che ora incassa una combinazioni di ganci fortissimi a tradimento. Fabio Angeloni (cacciato non molto tempo fa dalla segreteria Pd proprio da Leopardo per un post autocritico pubblicato su facebook) tuttavia non accetta le dichiarazioni della segreteria dem e risponde per le rime: «In questo modo vengono offesi tutti gli ex democristiani – dichiara – e non si dica che quel ‘‘proveniente dalla Dc’’ è citato a mero titolo di cronaca, perché questo offenderebbe l’intelligenza del lettore medio. Purtroppo – prosegue Angeloni – è il sintomo del basso livello di cultura politica che contraddistingue questa segreteria e dell’inadeguatezza del segretario Leopardo.

Secondo il braccio destro di Tidei, da queste parti non hanno ancora sentito parlare di Renzi: «Restano attaccati per tradizione familiare a un’idea del comunismo frontista – afferma – che era già superata all’epoca di Berlinguer. Mi aspetto che salti fuori l’autore della gaffe e che venga sospeso dalla segreteria. A me è bastato dire che in politica a Civitavecchia e anche nel Pd c’è un’alta percentuale di pippe per essere estromesso in una notte».  Così, mentre Fabio Angeloni comunica la sua intenzione di informare dell’episodio i livelli provinciali, regionali e parlamentari del partito, rimane l’incapacità politica di chi a Civitavecchia guida il Pd per volere dei soliti noti. Un rigore sbagliato a porta vuota, un attacco all’amministrazione comunale che, non solo fa il solletico ai grillini, ma riesce anche a creare un ulteriore conflitto interno. E si va avanti, con idee sempre meno chiare, obiettivi non ancora messi a fuoco e pochi dubbi sui motivi che alle scorse amministrative hanno portato l’elettore a preferire uno sconosciuto ai noti scienziati della politica riuniti sotto il simbolo  del Partito democratico.

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