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Qualità dell'aria: giallo sulle centraline

Qualità dell'aria: giallo sulle centraline

Senza la manutenzione, con il contratto scaduto il 31 dicembre, i dati raccolti non sono validi. La rete è accesa su richiesta della Regione. Il Comune chiede di accelerare il passaggio ad Arpa

CIVITAVECCHIA – La rete di monitoraggio della qualità dell’aria è accesa, ma i dati non sono validi. Il 31 dicembre scorso, infatti, è scaduto il contratto per la manutenzione affidata dal consorzio per la Gestione dell’Osservatorio Ambientale alla società cittadina Bi-Lab. E senza manutenzione, con le operazioni che vanno espletate in continuo, i dati raccolti non sono di fatto affidabili e validi, e di conseguenza non pubblicabili. Tanto che sui monitor sparsi sul territorio dal 1° gennaio appare la scritta ‘‘Dato non disponibile per revoca della gestione Rqa da parte del Comune di Civitavecchia’’.

L’amministrazione comunale, anche questa volta, sembra essere arrivata in ritardo. Stretti i tempi tra l’ok della maggioranza in consiglio e l’uscita ufficiale dal Consorzio; stretti soprattutto per consentire la reintegra nel possesso del Comune delle rete di monitoraggio della qualità dell’aria collegata alla centrale di Torrevaldaliga Nord, con il passaggio di gestione delle 11 centraline all’Arpa Lazio. Tanto che il 31 dicembre scorso l’assessorato regionale all’Ambiente avrebbe inviato una lettera proprio al presidente del Consorzio Giovanni Marsili, chiedendo di non spegnere la rete. «Una situazione anomala quella che si è venuta a creare oggi – ha spiegato – mi sono assunto la responsabilità di tenere accesa la rete, su richiesta dell’assessore, chiarendo però che non possiamo farlo per troppo tempo. Dal 1° gennaio sono venute e mancare le entrate derivate dall’accordo tra Comune di Civitavecchia ed Enel, e quindi dovremo anche vedere come pagare la corrente elettrica per tenere ‘‘in vita’’ le centraline. Pur ribadendo che, senza manutenzione, i dati non sono affidabili. Con l’uscita del Pincio dal Consorzio abbiamo sospeso la gara d’appalto per la manutenzione, con il contratto scaduto quindi a fine dicembre».

Senza la manutenzione e senza la validazione dei dati, teoricamente si va incontro ad una violazione della prescrizione Via: il corretto funzionamento delle rete, infatti, è condizione essenziale all’esercizio della centrale. L’amministrazione comunale, Sindaco ed assessore Manuedda in primis, sembrano tralasciare questo aspetto, oggi più che mai fondamentale. Cozzolino, però, si preoccupa di criticare l’operato dell’Osservatorio locale, sottolineando che «da almeno tre anni la rete gestita dal Consorzio non era conforme, proprio per la mancanza del controllo dell’autorità competente in materia di qualità dell’aria, ossia l’Arpa Lazio. Fino al 31 dicembre 2015, quella rete, con un esborso di centinaia di migliaia di euro all’anno, ha raccolto e diffuso attraverso i pannelli informativi dati in maniera non conforme a quanto previsto dalla normativa vigente e quindi non utilizzabili ai fini dell’adozione di provvedimenti a tutela della salute e dell’ambiente. Una situazione, dal punto di vista ambientale e amministrativo, inaccettabile – ha evidenziato il Sindaco – alla quale questa Amministrazione ha ritenuto necessario e doveroso porre fine. L’amministrazione comunale, proprio il 31 dicembre scorso, ha quindi evidenziato nuovamente alla Regione Lazio la volontà di accelerare il passaggio delle 11 centraline rimaste finora fuori dal controllo dell’Arpa «e auspichiamo che, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, la questione possa definirsi in tempi brevi – ha concluso Cozzolino – fermo restando che la qualità dell’aria è tuttora monitorata dalle stazioni, cinque a Civitavecchia e una ad Allumiere, già gestite dall’Agenzia regionale». Peccato che nel frattempo non si sia studiata una soluzione transitoria.

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