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Bando per la Sgr: tutto da rifare

Bando per la Sgr: tutto da rifare

Fondo immobiliare: bocche cucite a Palazzo del Pincio. Nessuno si esprime sull’esito della riunione della commissione presieduta dal dirigente Rapalli. Nessuna aggiudicazione alla società Namira che non risponderebbe ai requisiti richiesti. Domani la determina ufficiale. Sindaco ed assessore Tuoro in conferenza stampa. In ballo i cinque milioni che avrebbero salvato il bilancio

CIVITAVECCHIA – Tutto da rifare? A quanto pare sì. Nonostante le aspettative e le rassicurazioni arrivate dai diversi uffici del Pincio nei giorni scorsi, oggi è calato il silenzio. Nessun commento e nessuna conferma ufficiale sull’esito della seduta della commissione giudicatrice del bando sulla costituzione del fondo immobiliare.
«Non posso fornire alcuna anticipazione – ha spiegato nel pomeriggio il dirigente ai Servizi Finanziari Riccardo Rapalli – domani mattina verrà pubblicata la determina e sarà tutto chiaro». Con il sindaco Cozzolino e l’assessore al Bilancio Florinda Tuoro che hanno convocato per il primo pomeriggio di domani una conferenza stampa per commentare l’esito della gara. Come mai tutto questo mistero? Perché nessuno è intervenuto? Sembrerebbe che non vi sia stata alcuna aggiudicazione. La commissione, presieduta dal dirigente Rapalli (che è anche il responsabile del procedimento) e composta dalle dipendenti comunali Zanforlini e D’Angelo, con Ringoli in funzione di segretaria, a quanto sembra non avrebbe ritenuto la società in possesso di tutti i requisiti richiesti nel bando stesso.
Un bando, quello per selezione della Sgr che dovrebbe costituire il fondo immobiliare del Comune di Civitavecchia, nell’occhio del ciclone già da mesi, con i suoi quattro rinvii, con le richieste di chiarimento e lo slittamento ‘‘last minute’’ di fine dicembre e con la partecipazione di un’unica società, la Namira SgrPa che, a detta dell’opposizione, non risponderebbe ai requisiti indicati nel bando.
Tanto che tutti i consiglieri di minoranza, nei giorni scorsi, proprio a ridosso della chiusura della seduta di commissione per l’aggiudicazione definitiva, avevano sottoscritto ed inviato  una diffida alla stessa commissione, trasmettendo il documento anche alla Corte dei Conti, all’Autorità Nazionale Anti Corruzione e al Ministero dell’Interno.
Il nodo da sciogliere, secondo i consiglieri di opposizione, il requisito che, facendo riferimento proprio alle Sgr,  dispone che “siano possedute alla data di scadenza del presente bando per la maggioranza da un soggetto istituzionale bancario oppure assicurativo italiano oppure estero”.
Ma proprio la minoranza, visura camerale della Namira alla mano, aveva sottolineato come la società non fosse in possesso proprio di questo requisito, posseduta per la maggioranza da persone fisiche.
L’assessore Tuoro aveva cercato di spegnere le polemiche, appellandosi ad un presunto errore materiale nel bando che a suo dire ‘‘potrebbe non inficiare l’assegnazione’’.
Ma se i rumors verranno confermati, e non si fosse quindi proceduto, come sembra, all’aggiudicazione a Namira per la costituzione del fondo, sarebbe tutto da rifare. In ballo ci sono i cinque milioni di euro della Sgr di cui è socio l’ex amministratore delegato dell’Enel Paolo Scaroni che salverebbero il bilancio dell’amministrazione a Cinque Stelle, costituendo il pilastro del piano di riequilibrio dal pre-dissesto presentato alla Corte dei Conti. Soldi che in ogni caso, a questo punto, non avrebbero potuto comunque essere inseriti nel 2015, con il bilancio stesso appeso, anche in questo caso tra mille dubbi, ai sette milioni dell’Enel.

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