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Fondo, incarico da oltre 600.000 euro con un semplice verbale

Fondo, incarico da oltre 600.000 euro con un semplice verbale

Cozzolino diede il mandato di advisor ad Asp Finance spa avvalendosi di un accordo con una fondazione, senza una evidenza pubblica del Comune

CIVITAVECCHIA – «Come è stato affidato l’incarico di advisor per la costituzione del fondo immobiliare del Comune di Civitavecchia?». La domanda, per nulla peregrina, la pose in consiglio comunale il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso. Al quale, dopo aver lasciato i banchi del consiglio per una mezz’ora, l’assessore al Bilancio Florinda Tuoro fece rispondere dalla Presidente Alessandra Riccetti che il Comune aveva pubblicato un avviso per la selezione, andato deserto, e poi aveva proceduto, in base ad un accordo quadro con la Fondazione Patrimonio Comune, ad avvalersi dell’advisor scelto dalla fondazione stessa. Una risposta che provocò un acceso confronto in Consiglio, visto che – venne eccepito dallo stesso Grasso e dalla esponente del Pd Paola Rita Stella – il regolamento prevede che «sia a carico del fondo l’importo pari al 2% da applicare al valore di ogni singolo immobile valorizzato al momento dell’apporto».
Essendo circa 31,7 milioni il valore stimato degli immobili apportati, la Sgr aggiudicataria dovrebbe corrispondere all’advisor oltre 630.000 euro al momento della costituzione del fondo. L’assessore in Consiglio obiettò che tale somma sarebbe comunque a carico del fondo, tralasciando il particolare che al momento della costituzione il 100% del fondo stesso è del Comune, che comunque ne dovrà sempre mantenere la maggioranza. Quindi sempre di soldi pubblici si tratta. Un particolare che sarebbe anche stato oggetto di un esposto presentato all’Anac (l’Autorità Nazione Anti Corruzione) dal Partito Democratico, che nei giorni scorsi tramite i propri consiglieri comunali – ed insieme a tutti i rappresentanti della minoranza – ha diffidato la commissione giudicatrice, che si riunirà domani, dal procedere all’assegnazione all’unica sgr che si è presentata e che sarebbe carente di un requisito soggettivo essenziale.
In effetti, suscita non poche perplessità il fatto che – eludendo qualsiasi evidenza pubblica da parte del Comune – un incarico con un compenso così elevato possa essere stato conferito solo attraverso un semplice verbale e la dichiarazione di una fondazione (che giuridicamente non ha alcuna rilevanza pubblica, o comunque non può sostituirsi al Comune nelle procedure previste dal Codice dei Contratti pubblici) di aver espletato una propria selezione per l’advisor.
E’ esattamente quello che è successo: l’unico documento disponibile in Comune è il verbale dell’incontro svoltosi in Comune il 22 maggio 2015, a cui parteciparono il sindaco Cozzolino, gli assessori Tuoro e Pantanelli, il dirigente Rapalli, il direttore generale della Fondazione Patrimonio Comune Giovanna Marini, l’amministratore delegato di Asp Finance spa Pietro Gabrielli e l’esperto della stessa società Carlo Di Carlo. «Come da richiesta del Comune – si legge nel verbale – la Fondazione ai sensi dell’accordo quadro sottoscritto con il Comune stesso ha reso disponibile l’advisor qualificato». Qualche riga dopo si legge che «l’advisor Asp Finance spa è partner tecnico qualificato della Fondazione ed è stato da questa selezionato tramite procedure di evidenza pubblica, nell’interesse dei Comuni aderenti». Ora, il punto è proprio questo: può una selezione di questo genere essere di fatto demandata dal Comune ad un altro soggetto? E perché allora il Comune stesso avrebbe dovuto – come dichiarato in Consiglio Comunale dall’assessore – pubblicare un proprio avviso, poi andato deserto? Ad ogni modo, la riunione del 22 maggio si concluse con il l’incarico al dirigente Rapalli di conferire mandato come advisor ad Asp Finance spa, quale partner tecnico qualificato della Fondazione. Peccato che da richieste di accesso agli atti presentate dai consiglieri comunali di minoranza, di questa determina poi non ci sia traccia. E che quindi – di fatto – l’amministrazione a guida grillina che in nome della trasparenza ha imposto la rotazione di tutte le ditte che avessero anche cambiato una sola lampadina per il Comune, ha affidato un incarico da oltre 600.000 euro con una riunione di mezz’ora tra sindaco, assessori, dirigente e diretto interessato. 
Insomma, un bando che ha avuto un percorso tormentato e pieno di dubbi, dall’inizio, alla fine. E che a questo punto rischia di diventare il simbolo del fallimento dell’amministrazione pentastellata e del dissesto del Comune.

IL VERBALE DELL’INCONTRO

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