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Decesso a Medicina: giallo sul materasso

Decesso a Medicina: giallo sul materasso

CIVITAVECCHIA – Giallo attorno alla morte, in circostanze sospette, della 44enne civitavecchiese nel reparto di Medicina dell’ospedale San Paolo.
I carabinieri della stazione di via Antonio da Sangallo sono infatti alla ricerca del materasso del letto della donna.
A quanto pare, infatti, sarebbe sparito poche ore dopo la morte della donna. Come mai? Dove è finito?
Secondo indiscrezioni il materasso sarebbe stato inviato in un centro umbro, specializzato in igienizzazione; ma potrebbe anche essere stato distrutto, come spesso avviene in strutture del genere.
E questo sarebbe emerso dalle dichiarazioni di una delle operatrici ascoltate in questi giorni dagli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo avviata dal sostituto procuratore Alessandro Gentile. Il fascicolo, al momento, è stato aperto senza indagati, contro ignoti. La magistratura vuole chiarire cosa sia effettivamente accaduto quella notte all’interno del reparto di Medicina dell’ospedale cittadino e soprattutto se vi siano o meno responsabilità da parte di medici o infermieri per la morte della donna, affetta da una grave patologia.
Intanto, mentre si attende  la relazione di militari del Sis (Servizio investigazioni scientifiche) dei carabinieri di Ostia, che ieri mattina hanno eseguito un sopralluogo all’interno della stanza da letto e del bagno dove sarebbe stata trovata la 44enne – attualmente ancora sotto sequestro – questa mattina è stata esumata la salma della donna, su disposizione proprio della Procura.
Il corpo della civitavecchiese è stato quindi inviato all’obitorio di piazzale del Verano a Roma dove nella tarda mattinata di domani verrà eseguito l’esame autoptico, affidato al professor Luigi Cipolloni.
La Procura ha deciso, nonostante lo svolgimento dei funerali la scorsa settimana, di procedere all’autopsia, necessaria per capire le reali cause della morte della donna.
Alla luce quindi delle risultanze dell’esame stesso, della relazione dei carabinieri nel nucleo specializzate, dei documenti acquisiti dai militari coordinati dal comandante Giuliano Mangoni e delle testimonianze raccolte,  gli inquirenti potranno avere un quadro più chiaro di quanto realmente accaduto ed individuare o escludere eventuali responsabilità.

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