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Esecuzioni immobiliari: parte l’inchiesta

Esecuzioni immobiliari: parte l’inchiesta

Carabinieri impegnati a fare chiarezza sui certificati medici utilizzati per dilatare i tempi dei procedimenti. Avvocato nei guai: dichiara un falso ricovero presso il reparto ospedaliero in cui lavora il fratello

CIVITAVECCHIA – Fascicoli irregolari, certificati medici falsi, cause che vanno oltre il tempo previsto producendo vantaggi economici.
Su questo hanno messo le mani i Carabinieri di San Gordiano,  che hanno avviato un’articolata inchiesta per verificare l’attendibilità di alcune segnalazioni anonime risalenti allo scorso ottobre.

«Occhio a quel fascicolo, di sicuro contiene irregolarità, poi c’è un personaggio che controlla l’operato di numerosi avvocati del foro», questo sarebbe stato riferito in forma anonima ai militari in servizio di vigilanza presso il Tribunale Civile di Civitavecchia, che a quel punto hanno immediatamente informato il reparto comandato dal capitano Piero Orlando.
I Carabinieri hanno voluto vederci chiaro: in quel fascicolo, relativo a un procedimento per esecuzione immobiliare, c’era un certificato medico a favore dell’avvocato della parte, che ha consentito a quest’ultimo di assentarsi dall’aula il giorno dell’udienza, determinando in questo modo un dilatarsi dei tempi.
Con i vantaggi economici che la cosa ha comportato.
 Un certificato medico firmato dal primario di un reparto di un noto ospedale romano, attestante il ricovero dell’avvocato proprio nei giorni dell’udienza in Tribunale.

Grande è stata la sorpresa dei militari dell’Arma quando, seguendo le tracce dell’attestazione presentata al giudice dall’avvocato per giustificare la sua assenza dal processo, il primario romano ha negato di aver mai firmato quel certificato medico, aggiungendo che presso il suo reparto i ricoveri brevi non esistono. Ma allora chi ha firmato a nome del primario?
Ai Carabinieri sono bastati pochi riscontri per collegare i tasselli e accorgersi che in quello stesso reparto ospedaliero lavora in qualità di medico proprio il fratello dell’avvocato che ha presentato il certificato sospetto. Così, sul tavolo del sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Civitavecchia Alessandra D’Amore è arrivato un incartamento che la dice lunga sulla regolarità di quel fascicolo del Tribunale Civile e nel contempo pone una serie di interrogativi sulla regolarità degli atti legati alle altre esecuzioni immobiliari. Quante situazioni simili potrebbero ancora emergere? Quanti avvocati potrebbero essere coinvolti in storie di questo tipo? Per il momento sia l’avvocato che il medico sono stati iscritti nel registro degli indagati, con l’accusa di falso e truffa, se si considera che proprio a causa di quel certificato medico presentato, il dilatarsi dei tempi legati al procedimento giudiziario in corso avrebbe fruttato alcune centinaia di migliaia di euro in fase di esecuzione immobiliare.

Ma gli uomini dell’Arma non si fermano al caso accertato: questa vicenda potrebbe costituire soltanto la punta dell’iceberg e dietro l’affare delle esecuzioni immobiliari potrebbe nascondersi un vero e proprio sistema articolato. Si indaga per cercare di stabilire l’esistenza o meno di un monopolio delle esecuzioni immobiliari, magari facente capo a un unico soggetto.

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