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Cozzolino e i Cinque Stelle diventano un caso nazionale

Cozzolino e i Cinque Stelle diventano un caso nazionale

Duro l'intervento di Massimo Gramellini nel suo "Buongiorno" sulla Stampa dal titolo "CivitaNuova". LA LETTERA DEL SEGRETARIO GENERALE CATERINA CORDELLA. Pd e Mecozzi all'attacco

CIVITAVECCHIA – Dopo l’intervento del premier Renzi, che aveva citato Civitavecchia come esempio di Comune dove i Cinque Stelle starebbero mostrando tutte le loro difficoltà a governare, oggi l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Cozzolino torna alla ribalta nazionale. E non in senso positivo. 

A far scatenare diversi quotidiani cartacei ed online, infatti, è la decisione del primo cittadino di voler chiedere la sospensione di tutti i consiglieri di opposizione. Un’azione mai accaduta prima con dibattito, e quindi democrazia, azzerati. È davvero questo quello che aveva in mente il primo cittadino? Il dato di fatto è l’immagine che si sta dando di Civitavecchia.

Ad intervenire a gamba tesa è stato senza dubbio Massimo Gramellini, con il suo “Buongiorno” sulla Stampa dal titolo “CivitaNuova”. L’editorialista parla di “un’iniziativa senza precedenti, se non forse in qualche villaggio della savana governato da uno stregone particolarmente eccentrico”. E se il prefetto dovesse assecondare la richiesta di Cozzolino, “Civitavecchia – si legge – sperimenterebbe l’ebbrezza di un consiglio comunale nelle grinfie del partito unico, con un sindaco fuori controllo che parla a un’aula mezza vuota”. Duro poi contro il Movimento Cinque Stelle, che “sta fallendo nella mancata selezione della classe dirigente. “Uno vale uno” è una boiata pazzesca. Eleggere il primo cazzone che ha cento amici su Facebook è una boiata pazzesca. Per fare politica ci vogliono persone che escano da una competizione dura dentro partiti strutturati”.

Lo stesso giornale, in una carrellata sui Comuni amministrati dai Cinque Stelle, ha descritto Civitavecchia come la città in cui, visti i problemi di bilancio, il Sindaco e la sua giunta hanno deciso di ricorrere, tra le polemiche, all’antica ricetta per far quadrare in fretta i conti: aumentare le tasse.

Intanto la confusione continua a regnare all’interno dei Cinque Stelle. Il caso Quarto lo dimostra. Il sindaco Rosa Capuozzo è stata espulsa dal movimento. Ma qualche giorno prima lo stesso sindaco Antonio Cozzolino, sulla sua pagina Facebbok, aveva scritto: “Rosa, le nostre città sono con te! Come Sindaci e Capigruppo del M5S esprimiamo il nostro totale supporto a Rosa Capuozzo. La gogna mediatica verso una persona perbene e la strumentalizzazione politica della lotta alla Camorra sono indegne e inaccettabili in un paese civile. Noi vogliamo far sentire a lei tutto il nostro supporto. I cittadini onesti sono con lei. Coraggio Rosa”. Pochi giorni ed è arrivata l’espulsione.

Duro l’intervento del Partito democratico di Civitavecchia: «La farneticante dichiarazione di Antonio Cozzolino riguardante la richiesta di sospensione di tutta l’opposizione sta diventando un caso nazionale – si legge in una nota – il continuo attribuire le colpe, demonizzare chiunque abbia amministrato prima, insultare impunemente tramite i social e i blog di regime, il tutto forti di una maggioranza bulgara impermeabile a qualsiasi ipotesi di confronto ci riporta indietro nella storia e in particolare al tempo dove gli oppositori venivano esiliati o eliminati. Quello che sta cercando di fare Cozzolino e i suoi gerarchi». Spara a zero anche il consigliere di minoranza Mirko Mecozzi: «Al sindaco Cozzolino ricordo che il mio ruolo di consigliere comunale è quello di suo controllore e non viceversa – afferma – l’operato del sindaco e della giunta sono soggetti alla verifica del consiglio che è e resta l’assemblea sovrana. Anche considerando che le sue scarse capacità di management e messe a confronto con l’oggettiva complessità degli eventi gli hanno comportato elevati livelli di stress – conclude –  la reazione registrata all’apertura delle buste sulla gara della Sgr, seppur umanamente comprensibile, è del tutto inaccettabile sul piano delle regole del gioco democratico».

 

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