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Il porto si prepara per i container

Il porto si prepara per i container

La prossima settimana sarà pubblicato il piano economico finanziario con il bando di gara relativo alla nuova concessione per il futuro terminal. Il commissario Monti: "Un'opera dall'impatto straordinario". L'automotive ha portato risultati oltre ogni aspettativa. Verso la gestione del Marina Yachting. Unindustria delinea un nuovo sviluppo  

CIVITAVECCHIA – «L’opera più importante per la crescita, la definizione e la consacrazione del nostro porto».
Così il commissario straordinario dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti ha definito la Darsena Energetico Grandi Masse e quindi il nuovo terminal container, infrastruttura ormai ai nastri di partenza. Sarà infatti pubblicato lunedì prossimo il piano economico finanziario della Compagnia Porto (65% Gavio, poi Enel e Ludoil), con il bando di gara relativo alla nuova concessione. Si tratta di un investimento da 508,6 milioni di euro: 308,6 milioni di parte privata e 200 milioni di parte pubblica. A seguito dell’approvazione dell’adeguamento tecnico funzionale del piano regolatore portuale, il progetto presentato da Molo Vespucci al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla Commissione Europea è risultato trai pochi, cinque in totale, ad avere i requisiti di eleggibilità per ottenere i finanziamenti previsti dal Piano Juncker.

«Un’opera – ha precisato Monti – che non rappresenta una concorrenza agli altri scali italiani, ma va a colmare un gap, recuperando terreno nei confronti dei porti del Nord Europa che oggi, assurdo dirlo, servono un mercato di consumo come quello di Roma, il secondo a livello nazionale ed il quinto d’Europa. Una piattaforma, quindi, che risponde alle richieste del mercato, con caratteristiche uniche, grazie ai 18 metri di profondità dei fondali, 900 metri lineari di banchina e 5.000 mq di retroporto».  
Novanta giorni di pubblicazione per il bando, poi si andrà alla firma e all’avvio dei lavori, dopo l’assoggettabilità alla Via – nonostante, come ricordato dal commissario, il progetto sia già inserito in un piano regolatore portuale approvato – per un’opera definita di impatto straordinario da Monti, non solo per il territorio ma per l’intero Paese.  

Dietro questa nuova infrastruttura c’è un importante lavoro messo a punto nel corso degli ultimi anni proprio dall’Autorità Portuale e che ha visto la realizzazione di opere fondamentali per il futuro terminal.
In pochi anni, infatti, la zona nord del porto è completamente cambiata, con la nuova darsena Traghetti, Servizi e con il prolungamento dell’antemurale.
«Abbiamo preparato il terreno per il nuovo terminal container – ha aggiunto Monti – realizzando già anche le due casse di colmata a servizio. Se si creano per tempo le infrastrutture necessarie i risultati si raggiungono».  

La stessa cosa è accaduta per un altro settore che ha fatto di Civitavecchia un hub fondamentale a livello internazionale: quello dell’automotive.
Un lavoro di fino, quello con Fca e Grimaldi, che oggi fa registrare risultati oltre ogni aspettativa. Intercettare un traffico strategico come quello delle auto, in un periodo di difficoltà, è stato possibile grazie alla lungimiranza e ad investimenti che hanno permesso di presentare un progetto concreto, con infrastrutture in grado di poter accogliere già il traffico. E così è stato.
«Il 2015 ha visto Civitavecchia protagonista di questo traffico transoceanico – ha aggiunto Monti – con  oltre 100.000 auto Fca che, in arrivo da Melfi, sono state imbarcate su tre navi al mese della Grimaldi alla volta di Halifax, Baltimora e Jacksonville, con New York e Philadelphia che si aggiungeranno a fine 2016. Da maggio poi Grimaldi ha incrementato le rotte, esportando circa 10.000 auto verso il Giappone, la Corea e l’Australia, con una frequenza di circa 2 navi a settimana. Una grande scommessa vinta, con l’aumento anche dell’import, per un +45%».  Scommessa che, come evidenziato dal presidente della Compagnia Portuale Enrico Luciani, ha permesso di dare lavoro, tra occupazione diretta ed indiretta, a circa 400 persone. «Rispetto al 2014 – ha spiegato – il fatturato della Cpc è cresciuto del 20%, la metà del quale riferito al solo traffico delle auto nuove; 51 i lavoratori assunti a tempo indeterminato e altri 40 a tempo determinato. Sessanta quelli assunti dalla Cilp, che ha aumentato il suo organico del 200%».

Altra novità per il 2016 riguarda il porto storico. È stato infatti pubblicato nei giorni scorsi il bando per il rilascio della concessione per la gestione del Nuovo Roma Marina Yachting che ospiterà fino a 23 megayacht dai 40 ai 100 metri di lunghezza. L’offerta prevede anche la realizzazione della nuova sede della Capitaneria di Porto nella zona nord del porto e la ricostruzione dell’Arsenale del Bernini, in accordo con la Soprintendenza. Una fese delicata di sviluppo sulla quale il commissario straordinario Pasqualino Monti crede fortemente.

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