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Combattere il bullismo, informando i ragazzi

Combattere il bullismo, informando i ragazzi

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Un convegno per sensibilizzare ed informare sul fenomeno del bullismo. Si è tenuta questa mattina la conferenza organizzata dai ragazzi dell’Interact club Civitavecchia in collaborazione con il Rotary club, nell’aula Pucci del Comune.
Con la presenza del vice sindaco Lucernoni che ha portato i saluti dell’Amministrazione all’iniziativa, sostenendola ed incoraggiando affinchè si faccia informazione su questi temi importanti che spesso ci riguardano da vicino.
Nell’arco della mattinata sono intervenuti ospiti illustri che hanno parlato del bullismo e delle varie sfaccettature che può assumere visti i nuovi mezzi di informazione e comunicazione diffusi tra i più giovani; Brustolin e Vitale, psicologi, Saladini, criminologo, Carlevaro, avvocato penalista, la dirigente scolastica Ceccarelli e Giuli per la Polizia postale.

I due psicologi Brustrolin e Vitale, che lavorano nell’ambito della salute mentale dei giovani hanno portato la loro esperienza nell’aula parlando di fronte alle molte classi di ragazzi e ragazze dei licei Scientifico e Classico che hanno aderito all’iniziativa. «I primi studi sul bullismo nascono in Norvegia negli anni ‘70 – hanno spiegato – visti i numeri di suicidi o di tentativi di suicidio in aumento». Il Bullismo viene quindi identificato come un vero e proprio fenomeno di comportamento sociale ed ultimamente tende ad uscire dagli schemi e dalle idee che ci siamo fatti: «Può essere sia maschile che femminile, sia fisico che psicologico e nasce soprattutto in ambito scolastico – hanno continuato – è un fenomeno violento ed intenzionale e purtroppo abbiamo assistito ad episodi anche nelle scuole elementari». Sempre più tristemente diffuso quindi, stando agli studi dei due psicologi, che hanno parlato di una vera e propria deformazione dell’interazione sociale: «Il bullo non riesce a comprendere le emozioni degli altri ed ha difficoltà ad interpretare i segnali sociali, mentre troppo spesso la vittima si incolpa senza indirizzare la propria rabbia nella giusta direzione».

Si è poi preso in esame il fenomeno del cyber bullismo e della cyber molestia, che stanno prendendo sempre più piede sui social network o comunque sulla rete dove passiamo assistere ad episodi di ‘‘flame’’, insulti ripetuti ad un soggetto, oppure a vere e proprie molestie sessuali tra adulti, minorenni o tra adulti e minorenni. Abbiamo poi casi di profili ‘‘fake’’, in cui i bulli assumono false identità  per infastidire, molestare o circuire le vittime.
Sono molti quindi i pericoli in cui si incorre nella rete e l’unico modo per combatterli è l’informazione, come hanno voluto sottolineare i due psicologi: «Bisogna debellare il fenomeno grazie alla scuola o alle associazioni come il Rotary. Iniziative come questa, possono ridurre i casi sino all’80%».

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