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Omicidio Vannini. «Un tonfo come un colpo d’aria»

Omicidio Vannini. «Un tonfo come un colpo d’aria»

A ''Quarto grado'' il racconto di Maria, moglie di Antonio Ciontoli, ai vicini

CERVETERI – Emergono nuovi particolari sulla vicenda che ruota attorno alla morte di Marco Vannini. Un colpo d’aria. Questo, secondo l’iniziale ricostruzione della famiglia Ciontoli, si sarebbe sentito in quella stanza da bagno la notte in cui Marco è morto. A ricostruire i fatti è Maria, la moglie di Antonio Ciontoli, mentre racconta l’accaduto ai vicini di casa il giorno successivo al fatto. Proprio i vicini, compresa la gravità del fatto, hanno deciso di registrare quella conversazione mandata in onda dalla trasmissione Quarto Grado, venerdì sera. Si sente la signora che esordisce dicendo ‘‘lei non era al piano di sopra’’ e che ‘‘ha sentito un rumore forte’’. La vicina le dà ragione, dicendo che anche loro hanno sentito una sorta di tonfo come di uno specchio che si era rotto. «Tonino era convinto fosse aria – spiega la moglie di Ciontoli – poi è arrivato Federico con il bossolo e Tonino ha iniziato a controllare e abbiamo visto un buchino». «Io però ho sentito Marco gridare scusa Marti, più volte – chiede il vicino di casa – Noi lo abbiamo sentito gridare, abbiamo sentito che voi gli dicevate di stare zitto». «Non diceva Marti – spiega la moglie di Ciontoli – diceva Massi, il suo datore di lavoro. E no, non gli abbiamo detto di stare zitto». E il vicino ha continuato: «Noi ci chiedevamo come mai tardasse l’ambulanza». Ma la moglie di Ciontoli, parlando dei rapporti con i Vannini dice: «Loro pensano che noi abbiamo omesso il soccorso per il lavoro di Tonino. Loro vogliono sapere ma quando diciamo che vogliamo raccontare non ci vogliono sentire».

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