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Mercato: monta la protesta

Mercato: monta la protesta

Silenzio attorno al futuro degli operatori. Fissata per domani alle 10 alla palmetta un'iniziativa sostenuta da Confcommercio Roma. Il direttore Tullio Nunzi: "Questa città potrebbe vivere e svilupparsi di commercio e turismo"

CIVITAVECCHIA – Il silenzio sul futuro degli operatori del mercato preoccupa chi lavora nel settore. L’ittico si dovrebbe riaprire entro gennaio, a detta dell’amministrazione comunale, ma mancano ormai poche settimane a quella data e non si vede nulla di concreto. Le superfetazioni attendono ancora un progetto concertato con la Soprintendenza per capire se e in che modo potranno lasciare piazza XXIV Maggio. L’ortofrutta, nonostante il trasferimento, ha gli stessi problemi di prima, così come San Lorenzo. E poi c’è la Palmetta, lasciata lì ad aspettare cosa non si sa.

E così per domani alle 10 è in programma una manifestazione di protesta proprio sotto la tensostruttura di piazza Regina Margherita, sostenuta dalla Cnfcommercio Roma. “Secondo dati Istat, continua la crescita costante delle imprese del commercio su aree pubbliche: crescita pari al 3% circa rispetto l’anno passato. Il settore alimentare arresta il suo calo – ricorda il direttore dell’associazione, Tullio Nunzi –  mentre si conferma la sostanziale stagnazione del comparto vestiario-abbigliamento, che sono le attività presenti nel mercato di Civitavecchia, nella zona della “Palmetta”. Si comprendono pertanto le proteste, le lamentele e le richieste di operatori, che molto spesso vivono nel degrado e che da anni (come tutti gli altri) aspettano il definitivo assetto del mercato; un tempo vero centro commerciale naturale, centro di vita sociale, e a tutti gli effetti elemento determinante per lo sviluppo commerciale del centro”.

Nunzi ha sottolineato come nel passato il mercato funzionasse come ammortizzatore sociale. “Ora, dopo quattro anni di ristrutturazione, gran parte delle microimprese a conduzione familiare sono allo stremo. È assurdo che per una semplice ristrutturazione di un mercato – ha aggiunto – la politica debba impiegare quattro anni, che sono deleteri e lontani dai tempi di una impresa, qualsiasi essa sia. Confcommercio si mette a disposizione degli ambulanti per qualsiasi forma di attività o di protesta, che in tempi brevi possa portare alla conclusione dei lavori. A meno che non siano reputate aziende di serie B, in una città che invece di commercio e turismo potrebbe vivere e svilupparsi”.

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