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Torna la marcia della salute

Torna la marcia della salute

Appuntamento venerdì. Il corteo si snoderà da Molo Vespucci al Comune. Gli organizzatori: "Un'iniziativa apolitica"

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Tutto pronto per la Marcia della salute. Durante una conferenza, che si è svolta questa mattina presso la sede di Civitavecchia c’è, alcuni degli organizzatori hanno dato qualche dettaglio sull’iniziativa a favore dell’ambiente e soprattutto della popolazione cittadina: «È stata organizzata da semplici cittadini – ha detto Roberto Melchiorri  – che vogliono sensibilizzare su alcuni dei problemi che gravano su Civitavecchia. Si partirà alle 10 dal piazzale antistante l’Autorità portuale dove consegneremo una lettera al Presidente, poi usciremo da porta Livorno, percorreremo corso Marconi, un pezzo del corso Centocelle, poi da via Buonarroti fino al Pincio dove consegneremo una lettera al Sindaco in cui chiederemo alcune cose – ha spiegato – come ad esempio dove sia finito il registro tumori. Nella lettera saranno spiegate quelle che secondo noi sono le criticità della città; centrale a carbone, porto, traffico, Centro chimico ed Italcementi. Come si intende risolverle?». Alla manifestazione parteciperanno anche delle classi dell’istituto Baccelli, ed in particolare il 5B, oggi rappresentato da due ragazzi: Alessio De Michelis e Giulia Fiorentini che si sono semplicemente chiesti: «Perché dobbiamo essere penalizzati e non possiamo vivere in salute in questa città?».
Parole semplici ma che fanno riflettere quelle dei due giovani che rappresentano la nuova generazione, una generazione che crescerà all’ombra di una centrale a carbone destinata a rimanere a Civitavecchia almeno fino al 2034. Vecchio e nuovo che si uniscono come ha voluto sottolineare Melchiorri: «Questi sono i figli del carbone e sono per noi motivo di orgoglio per il loro coraggio». La professoressa Scaccia: «La città è piena di servitù e sono proprio i ragazzi ed i giovani a dover prendere la situazione in mano, oltretutto a breve aprirà il forno inceneritore». Questa marcia è un vero e proprio richiamo alla mobilitazione di tutti coloro che hanno a cuore la salute, come ha spiegato Pierluigi Gorla: «Non si è più parlato di inquinamento e la cosa è preoccupante: è calato il silenzio. L’Enel soffre l’immagine e non le carte, inoltre con le centraline spente e l’Osservatorio regionale che ancora non esiste la situazione non è monitorata. Noi facciamo la guerra al carbone e non all’Enel e siamo convinti di una cosa: esiste il diritto alla salute ed all’ambiente, se le istituzioni non intervengono deve intervenire il cittadino». I problemi sono tanti ed il messaggio lanciato è chiaro, l’iniziativa vuole coinvolgere più persone possibili per diffondere ed informare: «Vogliamo la massima partecipazione. La salute non è né di destra né di sinistra, non ci saranno striscioni di associazioni o partiti: Non si possono più avere contatti con l’Enel a meno che non passi a fonti di energia rinnovabili come ha già fatto in altre città». I presenti hanno sottolineato il fatto che l’Enel è un ente importante per l’Italia e che quello che chiedono è che in qualche modo la città sia ricompensata per i sacrifici compiuti e che si attui un rinnovamento in campo energetico, un no al carbone, un no all’inquinamento e la speranza di scuotere la cittadinanza dal silenzio e dal torpore.

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