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Mario Draghi rilancia

Draghi rilancia, di fronte alle turbolenze finanziarie e ai nuovi rischi al ribasso sulle crescita, e annuncia: «È necessario rivedere e riconsiderare la nostra politica monetaria al prossimo Consiglio di marzo». Questo, in un contesto in cui «i tassi di interesse rimarranno a questo livello o più bassi a lungo». Un messaggio che vuole essere inequivocabile. «Non devono esserci dubbi sulla nostra volontà di agire. Abbiamo molti strumenti a disposizione,  non abbiamo discusso di misure ma su come riaffermare la nostra posizione». Sulle parole di Draghi volano le borse europee. L’affondo del presidente dell’Eurotower deriva da un’analisi puntuale. «Valutando i dati disponibili a inizio 2016 si può affermare che le misure adottate da 2014 stanno funzionando» e anche «le decisioni adottate a inizio dicembre sono state pienamente appropriate» fra l’altro «con un notevole aumento della liquidità: tuttavia sono tornati a crescere i rischi al ribasso». In particolare, Draghi cita «l’aumentata incertezza sugli sviluppi dell’economia globale, la volatilità sui e i rischi geopolitici». Soprattutto, resta troppo bassa l’inflazione. Le aspettative nel corso dell’anno «si sono indebolite» rispetto a dicembre. Il tasso di inflazione «può scivolare in territorio negativo» nei prossimi mesi e risalire nella seconda parte dell’anno. In questo scenario, la banca centrale è disposta a fare tutto quello che è in suo potere. «Non ci sono limiti all’interno del nostro mandato» alle capacità di intervento, ribadisce con chiarezza Draghi, evidenziando che l’impegno in questo senso «è unanime» e che «verrebbe meno la credibilità» della banca centrale «se non fosse pronta a riconsiderare la politica monetaria» di fronte a nuove informazioni. Draghi evidenzia a più riprese la determinazione della Bce. Nel tentativo di far risalire l’inflazione «è chiaro che stiamo adattando i nostri strumenti alle condizioni che cambiano, stiamo facendo tutto quello che è necessario per il nostro mandato: non ci arrendiamo». Rispondendo alle domande dei giornalisti, Draghi affronta anche le turbolenze finanziarie di queste ore. Innanzitutto, chiarendo che «non si vedono segni instabilità finanziaria come nel pre-crisi». Poi, evidenziando che «il ritorno a una crescita sostenibile e alla stabilità è la risposta anche per la stabilità finanziaria e del sistema bancario», aggiungendo che i mandato dell’Eurotower «è la stabilità dei prezzi e non proteggere la profittabilità delle banche». Un chiarimento deciso arriva anche sul fronte italiano, dopo le richieste avanzate dalla Bce alle banche per chiarire la loro gestione sugli Npl, i crediti deteriorati. Sui non non performing loans (Npl) «non c’è niente di nuovo», dalla Vigilanza «alle banche non è stato chiesto nessun nuovo e inatteso accantonamento o una nuova richiesta di aumento di capitale». (Adnkronos)

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