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Pincio, una donna sola al comando

Pincio, una donna sola al comando

Codice di comportamento, comunali controllati anche a casa. Chi vigila invece sul Segretario Generale, che ha assunto più responsabilità che sarebbe stato più opportuno assegnare a figure diverse, vuole sospendere i consiglieri e scrive lettere ai giornalisti?

CIVITAVECCHIA – Dipendenti comunali e sindacati in subbuglio a Palazzo del Pincio. Tra le questioni discusse nell’assemblea che poi ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione, c’è anche il Codice di comportamento a cui devono attenersi i dipendenti e i dirigenti del Comune di Civitavecchia. A far discutere sono alcune norme contenute nel regolamento, le procedure che hanno portato alla sua approvazione ed il ruolo del Segretario Generale. Sul primo punto, sono sotto accuse soprattutto gli articoli del Codice che peraltro hanno già condotto ad una serie di contestazioni per il comportamento dei dipendenti al di fuori dell’orario di lavoro. In qualche caso, si sono ipotizzati comportamenti lesivi dell’immagine dell’amministrazione, facendo riferimento a lamentele o frasi scritte anche sui social media. In altri casi, si tratta dell’obbligo del dipendente di comunicare all’amministrazione anche l’iscrizione ad associazioni o organizzazioni che possano con i loro ambiti di interesse interferire con lo svolgimento dell’attività dell’ufficio (con esclusione di partiti politici e sindacati). Un confine, questo, talmente labile, che potenzialmente in alcuni casi dovrebbe essere comunicata ad esempio anche l’iscrizione ad associazioni sportive, culturali o parrocchiali.

Ma le perplessità maggiori, peraltro in parte confermate anche da orientamenti diversi tra i vari soggetti pubblici interessati, sono relative al cumulo, nella figura del Segretario Generale, di figure che sarebbe meglio (al di là dell’esistenza o meno di una vera e propria incompatibilità) se fossero disgiunte, come quella del responsabile della prevenzione della corruzione (RPC) e quella di responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari. Anche perché, nella situazione attuale, di fatto il potere del Segretario Generale (che dal punto di vista delle responsabilità si è tolto tutte quelle dei servizi delegandole ai vari dirigenti) è assoluto, come dimostra anche la risposta al parere sul codice di comportamento espresso dall’Organismo Indipendente di Valutazione: in quel caso Caterina Cordella, come Segretario Generale, ha dissentito, bacchettando anche l’Oiv per essersi avvalso di un parere dell’Aran a suo avviso datato. 

Nelle vesti di responsabile della prevenzione della corruzione la stessa Cordella ha invece chiesto al Prefetto la sospensione (in attesa di valutarne l’eventuale rimozione) di tutti i consiglieri di opposizione. Mentre poi, spogliandosi dei suoi ruoli istituzionali, la signora Caterina Cordella ha firmato la sua ‘‘lettera d’amore’’ al giornalista Massimo Gramellini. La domanda è questa: cumulando lei su di sé i ruoli di responsabilità di controllo, chi potrà valutare se lei stessa abbia infranto il Codice di comportamento, nuocendo all’immagine dell’ente? Per lei – cittadina – vale l’articolo 21 della Costituzione, richiamato nella difesa di ufficio dal consigliere Righetti, e per gli altri dipendenti comunali, fuori dall’orario di ufficio, no? E chi può deciderlo, imparzialmente, oggi nel Comune di Civitavecchia, senza che all’esterno si possa pensare che si utilizzino due pesi e due misure?

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