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Enel, Angeloni: "Una messa in scena tra le parti"

Enel, Angeloni: "Una messa in scena tra le parti"

CIVITAVECCHIA – «La storiella dell’Enel che rivuole i soldi da Cozzolino non la bevo. I sette milioni che ha intascato sono un vero e proprio regalo. È vero: l’Enel ha detto che li rivuole, ma non c’è un termine, una sola scadenza intimata e perentoria né nel famigerato pre-accordo né nelle lettere inviate a fine anno nella quale l’Enel dice che se non verrà approvata l’operazione dal Consiglio Comunale non considererà ben fatto il pagamento dei sette milioni». Ne è convinto l’esponente del Polo democratico Fabio Angeloni.

«Oltre ai sette sono in ballo i 10,4 milioni da restituire in 10 rate a partire dal 2023 – ha aggiunto – ma è una frottola. A cotanta iniziativa non è seguito finora, infatti, nessuna richiesta di decreto ingiuntivo, nessun atto concreto. Stando così le cose, se sarò io il sindaco nel 2023 col cavolo che l’Enel li rivede sia i sette che i 10,4. Ci sono altri particolari che portano a ritenere quel pre-accordo una simulazione, una messa in scena tra le parti. Insomma una scusa per regalare soldi alla giunta del M5S. Non solo non c’è un termine – ha spiegato – una scadenza, ma si nega la compensazione. Con una formula che sembra un gioco delle tre carte l’Enel riconosce un debito di 13,6 milioni e a una volta il Comune ammette che gliene deve 17. I sette milioni sono un regalo in cambio della rinuncia a 300 milioni di investimenti e agli 80 di ricadute sul territorio contenuti nella Convenzione firmata da Moscherini. E per quel che mi riguarda, visto che non c’è e non ci sarà una ratifica di Consiglio e che né il Sindaco né la Giunta possono impegnare il Comune oltre il loro mandato – ha concluso Angeloni – l’Enel può dire addio anche ai 10.4 milioni in restituzione a partire dal 2023. Restituirli? “Col cucco” dicono da queste parti».

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