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Renzi: "Qualche poltrona in meno e più efficienza"

Renzi: "Qualche poltrona in meno e più efficienza"

Varati i decreti attuativi della legge Madia. Passo in avanti nella riforma dei porti. Assoporti: "Verso il rilancio della logistica". Intanto l’Abruzzo sceglie Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – Ancora un passo in avanti per il futuro riassetto della portualità, già avviato con il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica del luglio scorso. Sono stati infatti varati i decreti attuativi della Legge Madia nell’ambito dei quali rientra la riforma dei porti e della logistica. La governance dei porti italiani diventa strategica e più snella, con meno Autorità e più coordinamento non solo tra i porti ma anche gli interporti che vi gravitano intorno, in una logica di sistema. «Oggi sono 24 le autorità portuali – ha commentato il premier Renzi – le riduciamo a 15 con una sana e seria politica di coordinamento. Qualche poltrona in meno ed efficienza in più».

La riforma dei porti contenuta nel decreto attuativo della riforma della Pubblica amministrazione prevede una serie di novità che puntano a far funzionare l’hub Italia, oggi frenato da diversi problemi. Le Autorità portuali da 24 vengono ridotte a 15, scelte prendendo come riferimento i porti ‘‘core’’ indicati dall’Europa, oltre a Civitavecchia, che mantiene la sua autonomia.

«Il primo atto sulla strada di una riforma portuale essenziale per il rilancio del sistema nazionale dei porti e della logistica – ha spiegato il presidente di Assoporti Pasqualino Monti – una riforma che l’Associazione spera possa consentire al sistema paese di sfruttare sino in fondo le potenzialità e la strategicità di questo comparto. Auspichiamo che siano definiti in tempi rapidi i provvedimenti attuativi – prosegue Monti – i porti e la logistica rappresentano la chiave di volta per il successo dell’Italia, della sua struttura economica e occupazionale, e dunque del suo futuro sviluppo».

In base alle nuove norme saranno le Regioni che, con proprio atto, decideranno di aderire ad una Autorità portuale piuttosto che ad un’altra. «L’Abruzzo ha già scelto e costruito da tempo la sua naturale vocazione – ha spiegato Camillo D’Alessandro, consigliere regionale con delega ai trasporti – saremo il mare Adriatico di cui ha bisogno Civitavecchia, realizzando così il collegamento tra i due mari, Adriatico e Tirreno, e poi ponte verso i Balcani. Lo abbiamo già rappresentato al Ministero, lo abbiamo scritto nei nostri atti di programmazione e il presidente D’Alfonso lo preciserà al ministro Graziano Delrio. L’interesse dell’Abruzzo si chiama Civitavecchia. Ora il punto è stabilire le modalità di alleanza».

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