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Braccio di ferro sulla modifica dello statuto

Braccio di ferro sulla modifica dello statuto

Univesità Agraria di Tarquinia. Ancora lontano l’accordo in maggioranza tra Partito democratico e Moderati riformisti. Catini dall’opposizione: «Imbarazzante. Fu fatto e approvato da loro stessi»

TARQUINIA – Alto mare ancora per l’Università Agraria di Tarquinia alle prese con le turbolenze interne alla maggioranza di centrosinistra. È ancora braccio di ferro tra il partito democratico e i Moderati riformisti. Nessun accordo tra le varie anime che compongono il centrosinistra del presidente Alberto Blasi sarebbe stato raggiunto durante la riunione di maggioranza di mercoledì. Al centro della discussione la modifica dello statuto dell’ente, a neanche un anno di distanza dal suo varo, proprio sul finire dell’amministrazione Antonelli, anch’essa di centrosinistra. Il Pd starebbe forzando la mano per procedere alla modifica del documento che, di fatto, oggi congela la nomina del presidente del consiglio, non avendo la maggioranza stessa i numeri per procedere all’elezione della giovane Patrizia Ciuferri in quota Pd. A frenare la manovraproprio gli alleati, i Moderati riformisti che in questa fase tengono la situazione in pugno. La poltrona del presidente del consiglio resta ancora ricoperta da Renato Bacciardi, consigliere più anziano, appartenente proprio all’area dei Moderati dell’onorevole Giuseppe Fioroni che in tutta la Tuscia sta tornando a far sentire la propria voce.La riunione di maggioranza di via Garibladi è stata aggiornata alla prossima settimana in attesa che qualcosa cambi all’interno di un centrosinistra che in verità già litiga per la candidature a sindaco. Intanto, dall’opposizione, il leader del centrodestra Manuel Catini stigmatizza la situazione: «Un accordo che manca dal 25 ottobre o che forse è sempre mancato – scrive Catini su Facebook – Il Pd vuole ora ri-modificare quello stesso statuto cambiato solo otto mesi fa per consentire la nomina del presidente del consiglio. Utile ricordare che lo statuto fu fatto e approvato dagli stessi personaggi di oggi…#SieteImbarazzantiTorniamoAlleUrne #CambiareSiPuò». E per non perdere tempo, il centrodestra approfitta della situazione per estendere il consenso, puntando sul confronto e un maggiore dialogo al proprio interno. (a.r.)

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