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"Non ci sentiamo affatto ammoniti"

"Non ci sentiamo affatto ammoniti"

L’opposizione rivendica la diffida per la Sgr come un’iniziativa a tutela dell’intera città. I consiglieri dopo la lettera del Prefetto: «L’enfasi del Sindaco serve a distogliere l’attenzione dai tanti fallimenti»

CIVITAVECCHIA – “Non ci sentiamo affatto ammoniti”. I consiglieri di minoranza prendono atto della risposta del Prefetto sulla loro diffida in merito al bando per la Sgr, esortandoli a non ripetere una simile iniziativa, ma non tornano indietro. Anzi. «Con la nostra iniziativa – ha spiegato Pietro Tidei – abbiamo esercitato un’azione di controllo e proposta, impedendo di fatto un danno alla città di Civitavecchia. Il Prefetto risponde poi a noi; non ha neanche ricevuto il sindaco, che ha invece parlato con il vice capo di gabinetto». Non è piaciuta all’opposizione l’enfasi con la quale il Sindaco ha commentato l’intervento del Prefetto. Un’enfasi per distogliere l’attenzione da problemi più grandi. «E ce ne sono troppi – ha sottolineato Marco Piendibene – considerata l’incapacità dimostrata con l’accordo con l’Authority, con il bando per l’Sgr e con i sette milioni di Enel nonostante i quali si rischia il dissesto». Il nodo della questione, al di là di quanto evidenziato dal Prefetto,  secondo i consiglieri rimane il fatto che quel bando, con quelle condizioni, con quegli obiettivi e con quelle caratteristiche, non andava fatto.
«Quello che abbiamo fatto – ha aggiunto Andrea D’Angelo – è stato un atto d’obbligo per noi, evitando che venisse fatto un atto illegittimo, svendendo tra l’altro il patrimonio comunale». «Già a luglio – ha ricordato Rita Stella – avevamo denunciato i problemi di questo bando. Ma in questo comune il ruolo del consigliere è svilito: non possiamo agire diversamente».
Per Sandro De Paolis la risposta del Prefetto rappresenta una parziale vittoria dell’amministrazione sul metodo, «ma nel merito – ha aggiunto – rimangono i tanti fallimenti che cercano di nascondere». È stato Guerrini poi a stigmatizzare l’intervento del segretario generale, giudicandolo politico e fuori luogo, «soprattutto quando – ha evidenziato – ci accomuna a Mafia Capitale». Con il consigliere Grasso che ha ribadito come non sia arrivata la sospensione richiesta e anche per il futuro viene usato il condizionale nella lettera del Prefetto. «Credo sia il caso di rimanere sui problemi seri – ha spiegato – dai soldi Enel tra l’altro indicati come entrata tributaria, falsando il bilancio, al fondo immobiliare, passando all’incarico per l’advisor per il quale ancora aspettiamo di vedere le carte, più volte richieste al dirigente Rapalli. Quello che abbiamo fatto è stato evitare un atto potenzialmente illegittimo».

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